Non una di meno: “L’8 marzo è sciopero contro violenza, razzismo e sfruttamento”

Bologna, 7 mar. – Contro il reddito di cittadinanza, il ddl Pillon, il decreto sicurezza, per un aborto libero e sicuro, l’8 marzo è tempo di sciopero femminista. “Siamo arrivate al terzo anno consecutivo – dice Alina, una delle attiviste del movimento promotore Non una di meno – a dimostrazione che questo è un processo che non inizia e non finisce in questa giornata”. Dalla sua nascita ad oggi, infatti, Non una di meno ha scandito il calendario attraverso mobilitazioni su scala internazionale, come quella del 25 di novembre, ma anche con appuntamenti locali, dalle assemblee ai presidi. “Proprio perché non vogliamo che lo sciopero diventi un mero rito – prosegue Alina – abbiamo analizzato ciò che sta accadendo in più parti del mondo”.

“Chiamiamo a scioperare tutte quelle persone che rifiutano, contestano, si oppongono all’alleanza tra violenza di genere, razzismo e sfruttamento nel loro complesso. Contestiamo l’ascesa delle destre reazionarie, in Italia come altrove, le politiche razziste del dl Salvini e il disegno familistico del ddl Pillon, che colpiscono donne e migranti in primis”. Ma anche il reddito di cittadinanza, una misura che non garantirebbe realmente alle donne un’indipendenza economica, nemmeno per uscire dai casi di violenza domestica, “dove si consumano maggiormente le violenze”. L’ultima statistica diffusa dalla rete D.i.re. (report 2017) infatti parla chiaro: “Il maltrattante è quasi sempre il partner (56% circa dei casi) oppure l’ex partner (quasi il 20%). Significa che nel 75,7% dei casi la violenza viene esercitata da un uomo in relazione con la donna”.

L’8 marzo bolognese si apre con un primo “appuntamento in Piazza Maggiore alle 8.30, dove ci sarà il microfono aperto per le scioperanti e gli scioperanti, il banchetto della Casa delle Donne, il gazebo della scuola DeGenere, frutto di un percorso nato all’interno delle assemblee di Non una di meno Bologna, un laboratorio di hackeraggio delle app di incontri e lo spazio bimbi”. Alle 13.30 ci si sposta poi in Piazza Verdi per il pranzo sociale, “perché lo sciopero femminista non è solo sciopero dal lavoro produttivo ma soprattutto riproduttivo, quindi anche di cura e domestico”. Infine, alle 17 ci sarà il concentramento in Piazza XX Settembre per il corteo che si snoderà fino a Piazza Maggiore.

      Non una di meno

Lo sciopero di 24 ore è stato dichiarato dai sindacati di base Cub, Usi, Usb, Sgb e dalla Confederazione COBAS, per le categorie del pubblico impiego, del privato e cooperative. A Bologna si è aggiunto anche un appello sottoscritto da decine di delegati di sindacati confederali da tutta Italia.

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