Non è tempo di profumi. Limoni chiude

Bologna, 31 mag. – Passa il tempo e la prospettiva chiusura dello storico stabilimento Limoni di Bentivoglio, in provincia di Bologna, si rafforza e si avvicina. La data dell’addio è quella del 1 settembre e l’azienda lo ha confermato ai sindacati anche nell’ultimo incontro di lunedì scorso. Tanto che ora si attende l’apertura della procedura di mobilità per il personale di Bentivoglio (40 persone al lavoro e altre 18 in cassa integrazione).

Il meccanismo che la regola prevede è 75 giorni di tempo per cercare un accordo. Se il termine è effettivamente l’1 settembre, l’azienda potrebbe avviare la procedura a metà giugno. Ma la questione si intreccia anche con l’ulteriore richiesta di un periodo di cassa integrazione per attutire l’impatto della chiusura. La proprietà di Limoni (Gardenia) ha già dato “piena disponibilità” a valutare e attivare tutti gli eventuali ammortizzatori sociali utilizzabili”, ma la cassa integrazione per crisi è stata già ottenuta e ora c’è tecnicamente da capire con il ministero come si può ri-avere l”ammortizzatore (il sindacato lo chiede almeno per altri 12 mesi dall’1 settembre). Finchè non c’è la garanzia della ulteriore ”cassa” è difficile anche capire che discussione fare con l’azienda che ha offerto trasferimenti a Grosseto e Milano ma non per tutto il personale. E secondo il sindacato la questione è delicata anche per Gardenia: se, ad esempio, in Toscana non si trasferissero i dipendenti dell’ufficio paghe di Bentivoglio, non sarebbe così facile tappare il ”buco” di una attività che cura le buste paga di 3.000 addetti sparsi nei negozi di tutt’Italia.

Ieri, i sindacati hanno fatto il punto con i lavoratori di Limoni in assemblea: c’è abbastanza ”rabbia”, ma per ora e” stato solo confermato lo stato di agitazione, in attesa di sviluppi. “Ovviamente abbiamo espresso la nostra totale contrarieta” alla chiusura dello stabilimento di Bentivoglio perche” si perde una realta” produttiva del territorio e si mette a rischio la preziosa professionalita” di tanta gente con scelte non lungimiranti e inefficaci rispetto all”obiettivo del risparmio di spesa”, dice Aldo Giammella, della Uiltucs-Uil. Il sindacato contesta a Limoni di non aver rispettato l’accordo di un anno fa che prevedeva il mantenimento di un sito bolognese, ma l’azienda dice che quell”intesa non prevedeva un impegno all’infinito. Ad ogni modo, “si devono assumere loro la responsabilita” della situazione e trovare soluzioni, e per tutte le persone, non solo per alcune”, aggiunge il sindacalista della Uil. L”anno scorso si era parlato di un ricorso all”outsourcing e, almeno per le attivita” amministrative, secondo il sindacato si potrebbe riconsiderare questa ipotesi passando per un processo di cessione di ramo d’azienda. Il sindacato vorrebbe anche un tavolo in Provincia dove un anno fa si trovò un accordo, ma in questa fase non è chiaro neppure come si muoverà l”ammistrazione provinciale ora che sta per essere ”superata”. (Dire)

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