“No cinesi, no pakistani”. Non è razzismo, ma “progettualità”

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Bologna, 28 feb. – “Il razzismo non c’entra niente, è una questione di progettualità“. Sono varie le forme che la xenofobia può assumere nella Bologna della crisi economica. Un esempio è il cartello verde apparso sulla serranda di una ex libreria al numero 11 di via Luigi Serra, vicino al teatro Testoni, zona Bolognina, quartiere Navile.

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Secondo Giancarlo Morisi, proprietario del vicino Hotel Guercino, che l’ha scritta di suo pugno, a leggerci del razzismo nella frase “Affittasi. No cinesi – no pakistani”, ci vuole della malizia. “L’ho scritto io- spiega l’uomo al telefono- perché arrivano tutti cinesi e pakistani e noi non siamo interessati a quel tipo di affittanza lì. Perché loro dopo portano frutta, verdura, quelle cose lì”. Morisi racconta che nella via sta nascendo un progetto di “street food”, con un’osteria di prossima apertura, una trattoria ben avviata e con ottime recensioni, un hotel tre stelle (il suo), il ristorante macrobiotico e la casa del caffè all’angolo con via Testoni. Insomma, in quel progetto non c’è spazio per i negozi a basso prezzo di cinesi e pakistani, spiega Morisi.

Ma “non si tratta di razzismo“: “S’immagini io faccio l’albergatore! Se fossi razzista terrei l’albergo chiuso” ribadisce Morisi che proprio non ce li vuole nella via negozi che vendano alcol a basso prezzo per tutta la notte. La progettualità di cui parla Morisi ricalca quanto fatto, in ben altro contesto, in via Orefici: negozi dedicati al cibo, ristoranti, osterie. E poi, “non si riesce a comunicare- spiega Morisi-. Sono venuti quattro o cinque cinesi ma non si riesce a tradurre, non parlano nemmeno l’italiano e non si riesce a spiegare quello che vogliamo fare”.

Tra l’altro, secondo Morisi, a chiedergli di mettere nero su bianco, anzi, nero su verde, che non erano bene accetti negozianti pakistani, sarebbe stato proprio il gestore pakistano di un negozio lì vicino, preoccupato di avere un nuovo concorrente.

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Il cartello verde che campeggia in via Serra “è una caduta di stile” secondo il presidente del quartiere Navile Daniele Ara. “E’ un cartello sciocco- incalza il democratico-, culturalmente sbagliato”. Ara però difende Morisi: “Io non penso che sia razzista, lo conosco bene.E’ una persona che ha delle idee, che si impegna e che sta provando a costruire una nuova idea di Bolognina”. Detto ciò, Ara però chiede di rimuovere il cartello in quanto pericoloso: “Se ci pensate non è tanto differente da quanto si diceva ‘gli ebrei qui no possono entrare’. Un bambino passa e nota che la categoria di cui lui fa parte, senza doversi vergognare, ha una discriminazione di quel tipo”.

Ara comunque non intende chiudere la porta a Morisi al quale, pur chiedendo di rimuovere al più presto il cartello, offre la disponibilità di sedersi attorno ad un tavolo e valutare quali ricchezze i commercianti stranieri possono apportare al progetto di street food che sta nascendo in via Serra.

      Ara Cartello

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In serata il cartello è stato rimosso.

 

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