Nidi. Un coordinatore su 4 è precario

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Bologna, 13 feb. – Vengono definite “figure di snodo importanti tra amministrazioni e genitori” ma solo il 69,7% dei coordinatori pedagogici è a tempo indeterminato. Quasi il 25%, un quarto del totale, è precario.

A sottolinearlo è Maria Cristina Volta, responsabile dell’unità operativa Tutela infanzia e servizi socio-educativi della Provincia di Bologna, oggi in commissione. Andando nel dettaglio, il 3,4% dei coordinatori ha un contratto a tempo determinato, il 7,9% un Cocopro, il 16,9% una prestazione professionale e il 2% rappresenta altre tipologie (come i soci di cooperative e i titolari di impresa).

“Non possiamo accettare che i coordinatori pedagogici abbiano contratti di lavoro da nove mesi o un anno e che ogni anno cambino”, afferma Maurizio Barelli, consigliere provinciale del Pd: da qui la proposta di vincolare i contributi “alle amministrazioni che garantiscono coordinatori solidi e stabili”.

Nel frattempo, Volta segnala che sono oltre 9.500 i bimbi presi in carico nei servizi 0-3 anni: nel 2012-2013 erano il 35,98% della popolazione di riferimento, contro il 36,2% del 2011-2012, il 36,24% del 2010-2011 ed il 35,5% del 2009-2010. Bologna continua a vantare “la copertura più alta in assoluto a livello nazionale”, sottolinea Volta, ma dopo un decennio di crescita “per la prima volta si registra una flessione delle iscrizioni e dell’accoglienza”: dato “inedito, ma in linea con la tendenza sia regionale che nazionale”.

Trend che solo in parte si spiega con il calo della natalità: tra 2011-2012 e 2012-2013, infatti, le nascite sono calate del 2% e le domande del 10%. Procede, infine, l’attuazione delle linee regionali per la valutazione delle qualità del servizio: nel 2012-2013 i servizi coinvolti erano 116 su 307 e 1.071 su 2.600 gli operatori.

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