My Generation, la storia della generazione che pretese di più

Bologna, 19 giu. – My Generation è la storia della Swinging London, la Londra degli anni ’60, quella dei Beatles e dei Rolling Stones, quella di Twiggy e quella di Micheal Caine, che del film è il protagonista nonché la voce narrante.

“Erano gli anni del dopo guerra dove l’Inghilterra aveva ormai perso il proprio impero e da qui nacque una generazione di ragazzi che riscrisse le regole” ci ha raccontato David Betty, regista del film, ai microfoni di Piper che è a Bologna in occasione dell’ultima edizione del Biografilm Festival.

Una delle chiavi per leggere il cambiamento è quello della lingua, finalmente nella musica, nei film così come nei discorsi pubblici si iniziarono a sentire gli accenti della working class: “In Inghilterra siamo ossessionati dalle classi sociali, da dove vieni, che lavoro fa tuo padre eccetera, ma negli anni ’60, per la prima volta, questo non contava più e significava che tutti avrebbero potuto farcela”.

Micheal Caine stesso che veniva dalla working class, visse sulla propria pelle questa situazione tanto che, oltre a dover cambiare nome (nasce come Maurice Joseph Micklewhite)  dovette aspettare un regista americano per avere la sua prima vera occasione nel cinema, interpretando un ufficiale, ruolo solitamente riservato alle classi più elevate.

Anche le droghe, almeno inizialmente, hanno avuto un impatto positivo in termini di sperimentazione e di ampliamento degli orizzonti creativi  -continua Betty -finché non diventò un abuso, che contribuì in definitiva alla fine di quel periodo”.

 ASCOLTA L’INTERVISTA COMPLETA A DAVID BETTY

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