Muore un detenuto nel carcere sovraffollato

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Bologna, 22 gen. – E’ morto nel carcere della Dozza un detenuto, di origine nigeriana, di 37 anni. La causa più probabile del decesso è l’infarto. Il corpo dell’uomo, N.U. è stato scoperto questa mattina da un agente, l’intervento del 118 però non ha potuto far altro che constatare il decesso.

Per il sindacato Uil, che ha reso pubblico il decesso, “sarebbe un errore rubricarlo come morte per malattia perché il problema è il contesto in cui è avvenuta”.  Al carcere della Dozza “su una capienza regolare di 500 detenuti ad oggi ne sono ristretti 900“.

La ministra Annamaria Cancellieri, oggi in città, ha assicurato “massima attenzione”, la Dozza “è un carcere particolare, particolarmente serio”. Cancellieri ha assicurato: “Cercheremo di capire cosa è successo”.

Per la garante regionale dei detenuti Desi Bruno l’emergenza carcere continua. “Le due morti di persone detenute avvenute in pochi giorni in Emilia-Romagna (la prima per suicidio nel carcere di Parma)  impongono una continua e costante attenzione alle problematiche connesse alle condizioni di vita in carcere, sia per quanto riguarda la salute, sia per il rischio suicidario, particolarmente presente nelle persone in stato di custodia cautelare”, scrive Desi Bruno in una nota.
“Nonostante gli interventi normativi posti in essere- prosegue Bruno- e la flessione delle presenze negli istituti penitenziari, peraltro contenuta, siamo ancora lontani dal ritenere superata l’emergenza carceraria, acuita dalle risorse umane e materiali insufficienti a rispondere ai bisogni primari delle persone presenti negli istituti, detenute e non”.

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