Movimento 5 Stelle. Domani si vota mentre cresce la fronda pro Defranceschi

Bologna, 15 set. – Scaduti ufficialmente i termini da tre giorni, le proposte di candidatura per le regionali in Emilia-Romagna dell’M5s saranno rese note solo domani. Sul portale del movimento, gli iscritti potranno votare i loro 50 candidati da mettere in lista (divisi per province) e, presumibilmente, avranno l’intera giornata per farlo.

Solo domani, quindi, si saprà se Andrea Defranceschi, capogruppo uscente dei 5 stelle in Regione, sarà della partita oppure no. Perché su di lui pende la ghigliottina della nuova regola per le candidature introdotta dai vertici del movimento, che impedisce anche a chi è inquisito di candidarsi. Defranceschi, che sarebbe indagato dalla Procura di Bologna nell’ambito dell’inchiesta sulle spese ‘allegre’ dei consiglieri regionali, ha fatto comunque il passo avanti, candidandosi per il secondo mandato in viale Aldo Moro.

Una decisione mal digerita da parte dei leader M5s, Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio, che non a caso hanno scelto il silenzio, sia mediatico sia nei confronti del diretto interessato. Domani potrebbe capitare che, proprio in virtu’ della nuova clausola, il nome di Defranceschi venga depennato dalla lista. E allora, racconta l’agenzia Dire,  la frattura nel movimento emiliano-romagnolo, gia’ sancita dalle prese di posizione in favore del capogruppo in Regione da parte di alcuni parlamentari e del sindaco di Parma, Federico Pizzarotti, finirebbe per essere difficilmente ricomponibile.  Insomma, per dirla con la ‘profezia’ di un esponente M5s, “il movimento in Emilia-Romagna si spezzera’ in due tronconi”: da un lato i cosiddetti ‘ribelli’ (capitanati da Pizzarotti, Defranceschi e diversi parlamentari eletti in regione); dall’altra i ‘fedelissimi’, a partire dal capogruppo M5s in Comune a Bologna, Massimo Bugani, e da Nicola Virzi’ (alias Nik il Nero), membro dello staff comunicazione del gruppo M5s al Senato e videomaker di fiducia di Grillo e Casaleggio.

Virzi’, che ha annunciato di volersi candidare alle regionali in Emilia-Romagna, sul suo profilo Facebook ha difeso a spada tratta la nuova regola anti-indagati per le candidature e preso di mira sia Pizzarotti che Defranceschi. Lo stesso Nik il Nero, sempre sul social, rivela che in realta’ sulle liste M5s c’e’ qualche problema in piu’. “Per le regionali in Emilia-Romagna abbiamo bisogno di altre donne candidate nella provincia di Parma”, scrive Virzi’, che fornisce anche l’indirizzo mail per reclutare parmensi interessate a correre per l’M5s. L’intoppo e’ legato alla nuova legge di parita’, approvata dalla Regione negli ultimi mesi della legislatura, che impone ai partiti la parita’ di uomini e donne nelle liste. E nella provincia di Parma, evidentemente, l’M5s non ha abbastanza attiviste che hanno voglia di candidarsi.

A difendere Defranceschi intanto è la senatrice a 5 Stelle Elisa Bulgarelli, che su facebook parla di “clausola casualmente ad personam” per escludere Defranceschi. La deputata Giulia Sarti invece chiede che il voto sia certificato da un ente terzo indipendente dallo staff di Grillo. “Visto che spesso siamo oggetto di polemiche e accuse di scarsa trasparenza – sottolinea Sarti – è giusto che le votazioni siano certificate”. Una posizione, quella di Sarti, che potrebbe non essere isolata, e dopo tutto una situazione simile si è già verificata tra i 5 Stelle, quando alle scorse quirinarie il voto online venne affidato alla società di certificazione internazionale Dnv Business Assurance (fonte Dire).

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