Motori Minarelli. La Fiom non festeggia: “Nel piano industriale non si vede il futuro”

Bologna, 14 dic. – Su 68 esuberi complessivi ipotizzati sono 58 i dipendenti che usciranno dall’azienda Motori Minarelli di Lippo di Calderara. Una riduzione dei licenziamenti volontari, ottenuta in seguito all’accordo firmato mercoledì 13 dicembre a Bologna tra i sindati Fim-Cisl e Fiom-Cgil, rappresentanti dei lavoratori e vertici dell’azienda di proprietà del gruppo Yamaha. L’accordo dovrebbe tutelare i lavoratori, per i quali è previsto “un incentivo di 75.000 euro lordi”, specifica Carmela Cicatiello (rsu Fiom), ma non risolve di fatto molti dei problemi ancora aperti. Tra questi, “il piano industriale che continua a mancare“, spiega Cicatiello, il motivo principale che avrebbe portato i dipendenti a scegliere di non opporsi al licenziamento.

Dei 267 lavoratori del sito produttivo bolognese, tra operai e impiegati, rimarranno quindi solo “un centinaio di operai” e gli impiegati. Di questo passo, però, se “non si investe in nuove prospettive, è difficile pensare che la Motori Minarelli resterà sul territorio“, teme Cicatiello. Dopo la chiusura del reparto di produzione dei pezzi, di cui prima si occupava la stessa Motori Minarelli, l’azienda è diventata di fatto solo una catena”assemblaggio” e i due stabilimenti esistenti verranno accorpati. “Gli unici investimenti previsti sono per ammodernare l’unico stabilimento che rimarrà”, conclude Cicatiello. “Abbiamo chiesto di partecipare gli incontri in Regione, due all’anno, sul Piano industriale, per far capire all’azienda che vogliamo restare a lavorare”.

Carmela Cicatiello, rsu Fiom Motori Minarelli

      Carmela Cicatiello

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