Monari: “Pronto a un passo indietro” se accuse vere

Marco Monari e Stefano Bonaccini

Bologna, 30 ott. – “Sono pronto a fare un passo indietro da Presidente del Gruppo, senza che nessuno me lo debba chiedere, perché per me il rapporto con la nostra gente è la cosa più importante”. La dichiarazione di Marco Monari, capogruppo democratico in Assemblea legislativa, arriva in serata dopo una giornata di attesa. Indagato insieme ai colleghi capigruppo nell’inchiesta della Procura sulle spese dei gruppi di viale Aldo Moro, Monari si dice pronto alla dimissioni ma dice prima di voler capire, “al di là delle indiscrezioni, la consistenza e la natura delle contestazioni”.

Il capogruppo democratico parla di “stillicidio di notizie che, attingendo a fonti di incerta provenienza, sottopongono quotidianamente il sottoscritto ad una vera e propria ‘gogna mediatica’”; rifiuta l’accusa di essere uno “scialacquatore di denaro pubblico e distributore di finta beneficenza” e annuncia di essere pronto a difendersi e a dimostrare di non esserlo.

Nella lunga nota, Monari si dice convinto che “nessun reato sia stato commesso” ed esclude che “possano essere state consapevolmente rendicontate dal Gruppo spese personali e non attinenti alle finalità politiche e istituzionali previste dalla normativa regionale”. “Nessun saccheggio delle risorse pubbliche” afferma Monari, che conclude così la sua nota: “Confido quindi nel più rapido accertamento dei fatti da parte della Magistratura, questo perché non si possono fare processi sommari”.

 

Di seguito la nota integrale diffusa dall’ufficio stampa di Monari.

“Debbo rilevare il continuo stillicidio di notizie che, attingendo a fonti di incerta provenienza, sottopongono quotidianamente il sottoscritto ad una vera e propria “gogna mediatica”, arrivando a rappresentarmi come uno scialacquatore di denaro pubblico e distributore di finta beneficenza, cosa che non sono e lo dimostrerò.
L’esistenza di un’indagine della Magistratura tutt’ora in corso richiederebbe a tutti cautela e responsabile prudenza nella diffusione di dati non controllati ed allo stato non controllabili, oltreché sottoposti a vincoli di segretezza investigativa.
Ho quindi ritenuto sinora di non dover replicare a notizie giornalistiche in merito a spese la cui entità, congruenza ed inerenza non sono nel merito contestate.
Ritengo tuttavia a questo punto necessario – per rispetto dell’Istituzione di cui faccio parte e per rispetto degli elettori affermare con forza la mia profonda convinzione che nessun reato sia stato commesso.
Innanzitutto, escludo possano essere state consapevolmente rendicontate dal Gruppo spese personali e non attinenti alle finalità politiche e istituzionali previste dalla normativa regionale.
Al tempo stesso affermo che la rendicontazione di spesa è sempre avvenuta in conformità alle normative all’epoca vigenti, ed è stata riscontrata dall’apposito Comitato Tecnico di Revisione dei Conti istituito come per legge regionale.
Credo infine importante evidenziare che il Gruppo PD ha sempre registrato dei residui (circa 650mila euro nel periodo 2010/2013) sul budget assegnato, a riprova di un utilizzo attento a distinguere natura e finalità delle spese.
Ritengo che tale dato possa servire, meglio di ogni altro, a mostrare che nessun indiscriminato “saccheggio” delle risorse pubbliche è stato perpetrato da me o dal Gruppo regionale del PD.
Temo che tutto ciò potrà essere giudicato mediaticamente irrilevante ma rivendico il diritto, ed anche il dovere verso me stesso e verso gli elettori, di affermare la correttezza della mia condotta politica e personale.
È chiaro che la nostra attività istituzionale si svolgeva attenendosi alle leggi e ai regolamenti in vigore, che, come Assemblea Legislativa, abbiamo deciso di cambiare introducendo una drastica riduzione delle spese all’insegna della sobrietà. Questo perché lo abbiamo ritenuto giusto e necessario. Ciò è stato definito anche anticipando il Decreto 174 chiesto dalle regioni, con provvedimenti condivisi e votati all’unanimità dall’intera aula assembleare.
So bene il disagio ed il disorientamento che le indiscrezioni hanno prodotto in tanti cittadini, elettori e iscritti del PD. È un disagio che, ovviamente, vivo anche io. Per questo sono pronto a fare un passo indietro da Presidente del Gruppo, senza che nessuno me lo debba chiedere, perché per me il rapporto con la nostra gente è la cosa più importante.
Lo farò sinceramente appena capirò, al di là delle indiscrezioni, la consistenza e la natura delle contestazioni che mi verranno eventualmente mosse.
Confido quindi nel più rapido accertamento dei fatti da parte della Magistratura, questo perché non si possono fare processi sommari”.

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