“Mobbing e molestie” nei magazzini Yoox. Le lavoratrici denunciano

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Foto: Infoaut.org

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Bologna, 30 giu. – Rimproveri continui, ritorsioni, vessazioni fino a vere e proprie molestie. Questo accade nei magazzini Yoox all’interporto secondo quanto raccontano alcune lavoratrici, dipendenti della cooperativa in appalto Mr Job. Undici di loro, iscritte al sindacato Si Cobas, hanno deciso di presentare denuncia in Procura. Sono sarte, imbustatrici, magazziniere, facchine: per le loro mani passano i vestiti in spedizione di uno dei più importanti marchi della moda online.
L’avvocato Marina Prosperi, che le rappresenta, parla di “molestie lavorative”: rimproveri continui, minacce di trasferimento in altri magazzini oppure “a pulire i bagni degli uomini mentre questi li utilizzavano”, pause negate a tutto il reparto per 7 minuti di ritardi di una persona sola, denigrazione alla religione delle lavoratrici (“Io sono il tuo Dio. Qui Allah non esiste”), linguaggio ambiguo con allusioni sessuali, mobbing. Un caso, posto all’attenzione della Procura, potrebbe profilare il reato di molestia sessuale da parte di un superiore.  Nei bagni dei magazzini non esiste una separazione tra uomini e donne, spiegano le lavoratrici, e la porta dell’antibagno dev’essere sempre aperta perché “ci accusano di perdere tempo”.

Quelle che protestano, spiegano i Si Cobas, vengono “minacciate di licenziamento o sospese dal lavoro per giorni senza redditto”, al punto che le lavoratrici appena tornate dalla maternità hanno timore a richiedere il rispetto delle ore per l’allattamento.  Alcune di loro hanno scioperato il 13 giugno con un presidio davanti al magazzino, che ha visto anche l’intervento della polizia.

L’avvocato Prosperi ha presentato anche un diffida alla cooperativa per il rispetto delle condizioni di lavoro e salariali. In caso di mancata risposta l’avvocato ha annunciato che si rivolgerà al Tribunale del Lavoro per un intervento urgente e a Yoox, responsabile della sicurezza dei lavoratori in quanto committente.

I responsabili di Mr Job, anticipa Simone Carpigiani dei Si Cobas, si sono detti disponibili ad incontrare il sindacato per alcuni incontri informali. Secondo quando riporta il sindacato di base c’è la promessa di sollevare i lavoratori ritenuti responsabili delle molestie, di non licenziare né trasferire nessuna delle dipendenti e di pagare le “ferie obbligatorie” imposte in questi mesi. Ai Si Cobas è stato però negata la possibilità di tenere assemblee sindacali all’interno dei magazzini, come invece fatto spesso in questi mesi da Cgil Cisl e Uil che hanno recentemente firmato un nuovo accordo con la cooperativa. Le lavoratrice Si Cobas accusano anche loro: “I confederali sapevano ma non hanno fatto nulla fino all’arrivo dei Si Cobas”.

Mr Job risponde con una nota stampa premettendo che “la cooperativa, del caso fossero accertati fatti realmente accaduti, non mostrerà alcuna tolleranza nei confronti dei responsabili” e prosegue sottolineando che “la cooperativa Mr job opera da oltre 15 anni, annovera tra i propri soci mediamente 800 lavoratori, ha al proprio interno le rappresentanze delle associazioni sindacali Cgil Cisl Uil. Durante questo lungo arco di tempo non e’ mai pervenuta alcuna segnalazione. Lo stesso sindacato Si Cobas più volte sollecitato a rendere noti specifici episodi non ha mai fornito alcun dato concreto”. La note si conclude sottolineando che “la conferenza stampa dei Si Cobas si inserisce in un contesto di grave turbativa dell’attività produttiva della cooperativa Mr Job”.

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