Mirandola, quando nemmeno la Lega segue Salvini nella sua propaganda

Mirandola, 22 magg. – “L’ennesimo episodio di violenza da parte di un immigrato, alla faccia di chi vuole i porti aperti qui i porti bisogna blindarli in tutta Italia e Europa”. Commentava così il Ministro dell’Interno Matteo Salvini il rogo, appiccato da un uomo originario del nord Africa, che a Mirandola ha causato due morti e 20 intossicati, due dei quali gravi. Salvini lo diceva sui suoi canali social e di fronte a telecamere ieri mattina, quando ancora l’odore acre del rogo si sentiva in tutto il centro, e quando ancora di certo c’era poco. Mancava il nome del fermato, mancava la nazionalità, mancava la certezza sul movente (e quella manca ancora). Un tentavo, da parte del ministro dell’interno a pochi giorni dalle elezioni, di rilanciare la sua retorica anti immigranti, recentemente in affanno.

Un tentativo, però, che non è stato seguito nemmeno dai suoi. Molto più cauti. Il deputato leghista mirandolese doc Guglielmo Golinelli, nella sua conferenza stampa delle 11, e quando già le dichiarazioni del suo “Capitano” stavano facendo il giro d’Italia, teneva la polemica bassissima, non parlava di porti e di migranti, ma si chiedeva molto più prosaicamente come avesse fatto una persona a sfondare la porta della sede della polizia municipale. Che per un leghista vuol dire rinunciare al cavallo di battaglia che ha portato il suo partito dal 3 al 30% in un paio di anni. Eppure succedeva.

Anche gli account social della Lega Nord locale tacevano e non seguivano la linea nazionale data da Salvini e da Lucia Borgonzoni, bolognese e sottosegretaria alla cultura. Un esempio? Alberto Greco, candidato sindaco del Carroccio di Mirandola, alle 9.21 di ieri scriveva così: “In questo momento solo il silenzio. Vicini alle vittime di questa tragedia“. Solo silenzio dunque, una linea diametralmente opposta a quella di Salvini, che provava (per tutto il giorno preso di mira da attacchi arrivati da ogni parte politica, sinistra, Pd ma anche M5s), a rilanciare il tema Mirandola durante un comizio in Puglia. Pochi l’hanno seguito. Nemmeno il ministro della famiglia Lorenzo Fontana, una delle menti dietro la lega sovranista che guarda sempre più a destra, ha giudicato utile calcare la mano. Tanto più che lo stesso Fontana sarà a Mirandola per un comizio domani pomeriggio. “Sono vicino ai familiari delle vittime. Un pensiero ai feriti e alla Polizia Municipale”, scriveva il ministro. Nulla di più. Segno tra i tanti che cavalcare la tragedia di Mirandola potrebbe essere stato giudicato poco redditizio elettoralmente da chi nella Lega conosce il territorio, forse addirittura essere un boomerang. Meglio tacere e partecipare al lutto cittadino proclamato in tutti i Comuni a nord di Modena.

Sicuramente non hanno gradito le dichiarazioni di Salvini molti mirandolesi quando, appena svegli, hanno appreso dalla tv del rogo e, in contemporanea, delle dichiarazioni del Ministro dell’Interno che legava la vicenda alle politiche sull’immigrazione. “Ma cosa c’entra quel disgraziato con i porti chiusi?”, si chiedevano le bandanti amiche della 74 enne ucraina morta per asfissia. Signore sulla cinquantina che pure voterebbero Salvini, se solo potessero. “Il responsabile è un pollo solitario”, aggiungeva Lorenzo Lupi, pensionato. “Spiace per i morti e per la strumentalizzazione politica della questione – diceva il 21 enne Luca Meschieri – ma di certo non è chiudendo i porti che si rimedia a questo problema”. Sulla stessa linea le tante voci della baracchina, luogo di raduno d’obbligo per gli over 60 del paese. “Sì l’ho visto Salvini in tv, quella gente (i migranti, ndr) dovrebbe stare fuori ma qui ci sono dei morti, bisognerebbe stare in silenzio”, ragionava un pensionato tra i tanti che giocavano a carte. Mentre i suoi compagni di partita annuivano convinti.

A tratteggiare con poche parole la situazione il sindaco di Mirandola, Maino Benatti. “Salvini ha dichiarato su di noi ma non ha trovato nemmeno il tempo di chiamarci. Per il nostro paese è una tragedia, ma evidentemente il ministro sostiene solo i Comuni leghisti”.

 

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