Minori plagiati. L’ex giudice: “Non sono sorpreso, sistema tutto da cambiare”

28 giu. – C’è molto da cambiare secondo Francesco Morcavallo, oggi avvocato ma fino al 2013 giudice nel Tribunale dei minori di Bologna. Morcavallo è noto alla cronache per la sua battaglia dentro il tribunale sui metodi con cui i bimbi vengono tolti dai servizi sociali, su richiesta dei Tribunali per i minori, alle loro famiglie. Oggi di fronte alle notizie dei bimbi plagiati in provincia di Reggio Emilia dice di non essere sorpreso, anzi. “Non sono vicende né nuove né limitate. In Val d’Enza c’è stata la particolarità che una procura solerte ha indagato, ma questo problema è nazionale”. Morcavallo ricorda di avere sollevato il problema già in passato, da giudice. La questione? “Bastano frettolosi o addirittura interessati giudizi determinati su famiglie a disagio per indurre i giudici minorili a disporre l’affido dei bimbi“.

Il discorso dell’avvocato Morcavallo va oltre il caso shock della Val d’Enza, ma abbraccia il modus operandi dei servizi sociali italiani e dei tribunali. Ogni regione ha la sua particolarità, spiega, “ma il primo problema è il perché i bimbi escono dalle loro famiglie. Se si consente questo al di là di specifiche situazioni di emergenza si creano anomalie: affidamenti agli amici, compravendite, adozioni mascherate con affidamenti sine die, spostamenti da affidari più poveri a più ricchi. Non è così che può funzionare”.

Sul caso estremo della Val d’Enza, dove venivano fabbricate false relazioni poi consegnate al tribunale, cosa avrebberero dovuto fare i giudici? “Quello che c’è scritto su una relazione non la verità. E’ compito del giudice verificare. Ma sopratutto – continua Morcavallo – voglio sottolineare il concetto: per situazioni di disagio non si allontano i figli dalle famiglie”.

Secondo Morcavallo serve l’intervento del Ministero della giustizia, e una messa in discussione complessiva del sistema. “Quanti sono i figli allontanati dalle famiglie per fatti concreti e quanti per motivi di disagio?”. Infine Morcavallo torna anche sul suo vecchio terreno di battaglia. “A Bologna chi ha denunciato questa situazione è stato continuamente ostacolato, anche gli operatori del servizio sociale. Non pensiamo siano tutti aguzzini, ma non pensiamo che siano scevri da resposanbilità gli uffici giudiziari”.

 

      Francesco Morcavallo

 

A rispondere, in maniera indiretta, a Morcavallo è stato il procuratore capo di Reggio Emilia Marco Mescolini. “Ciò che è oggetto di quest’indagine sono fatti, non sono critiche di metodologie professionali, nonostante l’autorevolezza nel loro ambiente. L’alterazione dei disegni per esempio è stata provata attraverso due consulenze specialistiche. Ma sia chiaro che non facciamo generalizzazioni perché chi fa l’assistente sociale ha diritto alla tutela dell’onorabilità del mestiere”.

 

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