Minerbio. Sindaco: “Mai emessa maxi cartella Tari né multa contro Renner”

Foto pubblicata su Facebook

Bologna, 20 ott. – “Non è mai stata emessa nessuna cartella, né multa, nei confronti di Renner”. Il sindaco di Minerbio Lorenzo Minganti tenta di spegnere in maniera secca le polemiche che la stessa azienda di vernici aveva sollevato qualche giorno fa, denunciando “l’esorbitante Tari di 1.158.812 euro” a loro richiesta dall’Unione dei Comuni – Terre di Pianura tramite una coop bresciana. Si tratterebbe di una cifra, spiega Minganti, solo “ipotetica” e comunicata tramite una “lettera collaborativa” a Renner Italia, che nel frattempo si sarebbe “rifiutata di far accedere i pubblici ufficiali accertatori all’interno dello stabilimento”. Il calcolo viene fatto “prima di aprire un procedimento contenzioso”, sulla base “dell’importo massimo che il contribuente potrebbe essere chiamato a pagare, circa 90.000 euro l’anno”, da raddoppiare e moltiplicare per cinque anni, indietro fino al 2013.

Il sindaco, che non si spiega le ragioni per le quali Renner Italia si sia rifiutata di far entrare gli operatori, si dice comunque certo che “quella cartella non scatterà”, anche perché “tutta la Tari del Comune è di 1 milione di euro” e sarebbe paradossale “pensare che una singola azienda privata possa pagare più del Comune di Minerbio. Se dovessimo dire quanto dovrebbe pagare Renner per i rifiuti dal 2013 ad oggi, staremmo parlando di circa 25.000 euro”. Infine, per tentare di sanare “la ferita con l’azienda più importante del territorio”, Minganti ricorda che “le porte sono sempre aperte”.

      Sindaco di Minerbio risponde alla Renner sulla maxi Tari

Non sembra però disponibile al dialogo l’azienda, che accusa il sindaco di aver commesso una “grave violazione”, avendo pubblicato su Facebook “senza autorizzazione preventiva uno stralcio di atto relativo a un procedimento amministrativo ancora in fase istruttoria”. E domanda, sempre su Facebook, se alla Fraternità Sistemi di Brescia il servizio sia stato affidato con un regolare bando di gara o meno. La gara, accusano, sarebbe stata “ufficiosa”, e alla cooperativa sarebbe stata accordata una percentuale di aggio ben più alta di quella applicata da Equitalia: da un massimo del 6% al 25%.  all’attività di verifica delle superfici tassabili. “La corte dei conti avrà sicuramente di che lavorare”, scrivono. “Le dichiarazioni del sindaco sono attualmente al vaglio dei nostri legali che stanno decidendo in quali sedi procedere nei confronti degli organi politici e amministrativi. Il sindaco Minganti sarà chiamato a rispondere con l’unica finalità di devolvere in beneficenza (ma, sia inteso, non alla cooperativa Fraternità Sistemi di Brescia!) qualsiasi eventuale risarcimento dovesse essere riconosciuto”.

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