Migranti. Le coop al Prefetto di Bologna: “Non faremo i guardiani di hotel dove parcheggiare persone”

Bologna, 9 mag. – Una sola offerta da 40 posti sugli 800 messi a bando. E’ successo a Bologna nella nuova gara per la gestione dell’accoglienza dei migranti. Una scelta, quella di disertare in massa il bando, fatta dalle coop che da anni si occupano del tema e che hanno messo nero su bianco la loro indisponibilità. “Le condizioni proposte dalla Prefettura sono insostenibili, anche rispetto ai pochi servizi richiesti, già talmente ridotti da far prevedere drammatiche ricadute sulle persone”, scrive in un comunicato il consorzio bolognese L’Arcolaio. Una parte importante del problema sta nel taglio, deciso dal Ministro dell’Interno Salvini, dei 35 euro giornalieri previsti per garantire i servizi ad ogni migranti. Da 35 si passerà a 22.

Scelte del genere sono state fatte in tutta l’Emilia-Romagna e in tutta Italia, e così molti bandi sono andati deserti. La risposta della Prefetta di Bologna Patrizia Impresa è arrivata questa mattina sulle pagine del Corriere di Bologna. “Siamo pronti ad una nuova gara cambiando i tipi di accoglienza – ha dichiarato Impresa – Si passa dall’accoglienza diffusa che non ha funzionato, con strutture con massimo 50 posti, a una concentrata”. Il Prefetto pensa ad esempio a maxi centri da 300 posti e chiede alle coop di fare prevalere “il senso di responsabilità”.

“L’esperienza della piccola accoglienza ha funzionato, quello è un servizio di qualità e di integrazione. Di certo non vogliamo fare i guardiani di alberghi più o meno di scarsa qualità“, è la replica di Alberto Albertani, vicepresidente nazionale di Legacoopsociali e responsabile del comitato regionale Legacoop Sociali in Emilia-Romagna. “Questi nuovi bandi dell’accoglienza ci sembrano baby parking con personale non qualificato, servizi di scarsa qualità che non permetteranno ai lavoratori di fare quello per cui sono formati e laureati”.

“Cosa può succedere ad un servizio passando da 35 euro a 22? Potrebbero venire meno alcuni aspetti importanti come l’insegnamento dell’italiano e l’assistenza e l’orientamento legale, senza contare la presenza del personale che sarà ridotta”, ragiona inoltre Giacomo Rossi, direttore dell’hub di Bologna per l’accoglienza e lo smistamento dei migranti.

      Alberto Alberani - Giacomo Rossi

 

 

 

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