Micah P. Hinson: nuovo disco ad agosto sulla vita in tempo di guerra

Micah P. Hinson e Andrea Ruggiero

Micah P. Hinson e Andrea Ruggiero

7 apr. – Segnatevi la data, perché il 25 agosto uscirà il nuovo album di Micah P. Hinson, “Si tratta di un’opera moderna folk e country, nel senso che racconta la storia di una famiglia in tempo di guerra. Matrimoni, l’arrivo dei figli, la spedizione al fronte, e poi tradimenti, omicidi, suicidi… All’inizio pensavo di ambientare il tutto all’epoca della Guerra Civile americana, ma poi mi sono detto che poteva avere a che fare con italiani, afgani, siriani, cinesi…”. Un’opera imponente e articolata, a partire dai formati: “Il vinile e il cd conterranno solo una decina di canzoni, mentre la successiva pubblicazione in digitale conterrà dalle 24 alle 28 canzoni e durerà più di due ore: un progetto enorme, che senza il violino e la magia di Andrea Ruggiero non sarebbe mai nato”.

Martedì scorso, appena entrato nei nostri studi, Micah P. Hinson è rimasto affascinato dal nostro microfono, con cui abbiamo catturato le canzoni suonate insieme a Ruggiero e la chiacchierata che potete ascoltare qua sotto: “Mi sa che è lo stesso microfono che usa Neil Young per registrare i pianoforti”, ci ha confessato fuori onda. La recente ristampa in vinile per Bronson Recordings del suo terzo album Micah P. Hinson and the Opera Circuit ha riportato il musicista texano in Italia ed è da lì che è cominciata la nostra chiacchierata.

La registrazione e il periodo di Micah P. Hinson and the Opera Circuit
Un mio amico ubriaco mi ha dato un pugno sulla schiena facendomi praticamente esplodere un paio di dischi intervertebrali. Fisicamente ero travolto dal dolore: un sacco di sovraincisioni nel disco sono state realizzate mentre stavo a letto con un microfono appeso sopra di me o vicino agli amplificatori, cantavo da disteso. Ma se ripenso a quel periodo, be’: vivevo a Manchester, avevo appena incontrato la donna che sarebbe diventata mia moglieMicah P. Hinson and the Gospel of Progress e The Baby and the Satellite vendevano bene, Micah P. Hinson and the Opera Circuit era appena uscito negli Stati Uniti e giravo molto nonostante i forti dolori. Bei tempi! Questa è la prima volta che un mio disco viene suonato dal vivo in maniera molto simile a come è stato registrato: è una sensazione splendida sentire gli archi dal vivo e le batterie. Per me Micah P. Hinson and the Opera Circuit è casa: avevo un contratto, vivevo a Manchester, ma sentivo che era il momento di tornare in Texas. Avevo scritto qualche canzone, ma quando sono tornato a casa tutto ha assunto senso: mi sono visto con Erich Bachmann dei Crooked Fingers e Archers of Loaf, uno dei miei miti, che ha acconsentito a scrivere gli arrangiamenti per archi. Il disco si apre con il suono di grilli di “Seems Almost Impossible”, che si chiude con versi di uccelli: il modo in cui ho registrato questi rumori è un esempio perfetto del perché consideri il disco “casa”. Erano le quattro del mattino, ho messo un microfono nel prato di casa e ne tenevo uno mentre stavo seduto sulle scale, con cui ho registrato la voce: se ascolti il brano sembra impossibile che i grilli abbiano cantato proprio in quel momento e che, alla fine della registrazione, all’alba, gli uccelli lanciassero i loro richiami. Esiste qualcosa che suoni ancora di più come casa tua?

Vinili rimasterizzati ed edizioni speciali
Per il decennale di Micah P. Hinson and the Gospel of Progress l’abbiamo remixato e rimasterizzato per pubblicarlo per la prima volta in vinile: suona benissimo, come avrei voluto all’epoca. Per me il fatto di essere ancora in giro a ripubblicare e suonare dischi usciti una decina di anni fa è la dimostrazione che ho raggiunto qualche traguardo nella mia vita: si tratta di qualcosa che ha a che fare con il pubblico e anche con una parte mia, più egoista. Mi sento benedetto dal potere e dalla possibilità di fare tutto questo, e quindi penso che molto presto faremo uscire sempre per Bronson Recordings il vinile remixato e rimasterizzato di The Baby and the Satellite e speriamo di pubblicare per ognuno dei miei dischi una versione del decimo anniversario, ognuno con qualche elemento diverso, che sia il mix o l’artwork.

Il rapporto con il pubblico italiano
Dopo il Regno Unito, l’Italia è il Paese straniero dove ho suonato di più e lo faccio da tanti tanti anni. Non so se questa longevità giochi un ruolo importante nell’amore che il vostro pubblico manifesta nei miei confronti, ma il punto è che le persone che incontro ai concerti non si limitano a dire che amano la mia musica: li commuove in modo profondo e questo mi confonde un po’.

Le copertine e l’amore per la figura femminile
Sono un essere umano e per questo sono un amante delle forme femminili e non nel senso sessuale del termine. Se guardi un violoncello le sue curve sono così belle: i tratti femminili sono così, non devono avere un richiamo erotico, ma possono averlo, sono puro piacere visivo. Quando ho cominciato a lavorare alla copertina di Micah P. Hinson and the Gospel of Progress mi ha colpito l’idea di questo corsetto, del fumo, di non usare mai il viso delle modelle… be’, in realtà su questo punto ho fatto casino, visto che una volta l’ho usato, ma non divaghiamo. Non si tratta di un’ossessione: semplicemente amo le forme femminili, penso siano bellissime e inoltre volevo che il pubblico potesse guardare una delle mie copertine ed essere certo si trattasse di un mio disco. Lo stesso discorso vale per i titoli. Pensa a Tom Petty & the Heartbreakers: gli Heartbreakers non cambiano mai, quindi cambiano i titoli dei dischi di Tom Petty. Io invece ho pensato di cambiare sempre i nomi delle band: tratti particolari per identificarmi.

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