“Mi impegno su una legge quadro per le emergenze”

30 mag. – In visita all’Emilia un anno dopo il terremoto, il presidente del Consiglio Enrico Letta si impegna su una nuova legge quadro per le emergenze e sottolinea la necessità di distinguere fra la gestione emergenziale e la ricostruzione successiva. Letta si dice fiducioso che le sollecitazioni raccolte oggi saranno in buona parte accolte nella discussione sul decreto 43.

enrico letta

Dopo l’ultima scossa 2.9 registrata stanotte in regione, oggi il presidente Vasco Errani ha chiesto a Letta di archiviare l’ipotesi di un deposito di gas a Rivara, chiudendo “finalmente la pratica al ministero dell’Ambiente”. Il commissario per il terremoto ha anche ribadito la necessità di un miliardo, l’anno prossimo, per completare la ricostruzione.

“Non è tempo di autocelebrazioni. I problemi ci sono e non li vogliamo nascondere”, ha detto Errani aggiungendo che nei prossimi mesi ci sarà un’accelerazione. Ma per il governatore “vale la pena allungare di un giorno le pratiche” pur di garantirsi contro la possibilità di infiltrazione della criminalità organizzata. “Metteremo a disposizione delle Prefetture nuovo personale per accelerare le white list”, ha annunciato.

All’incontro ha partecipato anche il prefetto Franco Gabrielli, che ha espresso la necessità di creare “un sistema sempre più efficace di Protezione civile“, respingendo ogni “visione ragionieristica” della struttura. Letta lo ha ringraziato per aver accettato di continuare a dirigere il dipartimento, mentre il presidente del Consiglio terrà per sé la delega alla Protezione civile.

“Presidente, l’Emilia soffre, ci conceda la no tax area”, si leggeva nel cartello ogni tanto sollevato in platea dal capogruppo della Lega Nord Mauro Manfredini mentre parlava il presidente Letta.

Dopo un incontro istituzionale nella sede della Regione Emilia-Romagna, Letta ha visitato alcuni centri colpiti dal terremoto. A Medolla ha pranzato con i lavoratori della Menu. A Mirandola si è fermato a parlare per un quarto d’ora con un gruppo di una quarantina di contestatori che lo aspettavano davanti alla Sorin, un’azienda del biomedicale dove era atteso. Nel pomeriggio sarà a Imola, in visita al carabiniere Giuseppe Giangrande ferito nella sparatoria davanti a Palazzo Chigi.

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