Hera. Merola: ” Vigilerò sui tempi della bonifica”

Bologna, 17 nov. – “E’ tutto sotto controllo“, il sindaco Virginio Merola interviene in Consiglio Comunale sull’inquinamento dell’area di Berti Pichat di proprietà di Hera, oggetto della puntata di Report di ieri sera. Il sindaco, sollecitato dal consigliere del M5S Massimo Bugani, rassicura che “non ci sono pericoli per i lavoratori o i cittadini”.

L’inquinamento di quel sito, spiega, risale agli anni ’60, “ma dal 2008 c’è un piano di risanamento dell’area, che è a un terzo della sua realizzazione”. Da quell’anno c’è un accordo per la bonifica che si sta attuando nei tempi previsti, e che si concluderà nel 2018. Sempre da allora, aggiunge il sindaco, si fanno analisi periodiche e “i terreni contaminati sono stati rimossi”, tanto che le uniche due stanze “a rischio” erano state temporaneamente trasformate in archivio e poi “dopo interventi di impermeabilizzazione la prescrizione e” stata tolta”.

Il consigliere regionale Andrea Defranceschi, che sollevò il caso a luglio, comunica di essere ancora in attesa delle analisi di Arpa che aveva chiesto (“giacché in quelle effettuate da Hera non nutro molta fiducia”), ma soprattutto di essere “a disposizione” della Procura per “fornire informazioni, testimonianze e documenti in mio possesso”. “La stampa locale”, accusa Defranceschi, “non avrebbe mai passato la notizia, causa centinaia di migliaia di euro che la multiutility garantisce ogni anno alle testate”. Ma più di tutti Defranceschi accusa i vecchi compagni del movimento: “Ancor più grave forse, fu il silenzio del M5s comunale, unica forza a non chiedere spiegazioni a un altrettanto imbarazzante assessore alle attività urbanistiche, e che oggi si giustifica dicendo che tanto ”c’era già la denuncia M5s regionale”. Immediata la risposta di Massimo Bugani, consigliere a 5 Stelle in Comune. “Informiamo Defranceschi che in data 24 luglio 2014 abbiamo depositato una richiesta presso Hera di accesso agli atti che la stessa Hera ha ricevuto in data 5 agosto 2014 come dimostrato dai file allegati. Da allora purtroppo Hera non ci ha ancora fornito nessuna documentazione e questo è grave, ma senza una attenta verifica e valutazione della documentazione da me richiesta, io e Marco Piazza ritenemmo inefficace e inutile una semplice domanda di attualità, non essendo in possesso di elementi aggiuntivi. In certi momenti della propria vita è consigliabile tacere per non fare brutte figure, ma per questo è necessario avere attorno dei buoni consiglieri che evidentemente mancano al signor Defranceschi”.

Sul caso si muove anche il Pd del quartiere San Vitale. Amedeo Bianchi, presidente della commissione Territorio di vicolo Bolognetti, chiede la “rapida, se non immediata, bonifica dell’area da ogni elemento dannoso, o potenzialmente dannoso, per la salute dei cittadini e del territorio (falda)”, nonché “un’estensione dei controlli preventivi e degli interventi di bonifica anche su eventuali altre aree a rischio del quartiere San Vitale”.

L’intervento del sindaco:

“Dell’area di Berti Pichat ce ne occupiamo da tempo in base all’accordo del 2008. Quanto avviene in quell’area non è sconosciuto. Tranquillizzo l’opinione pubblica che la situazione è sempre controllata in base a specifici accordi.
Ripercorro il nostro operato che è empr stato attento all’ambiente e alla salute:
L’inquinamento del sottosuolo in Berti Pichat risale ad attività cessate negli anni 60. Hera ha predisposto un piano di risanamento del sito sancito in un accordo sottoscritto l’1/7/2008 inieme a ARPA, Granarolo, Castenaso, Comune di Bologna ed Hera.
Hera è subentrata nel 2003 e da allora sull’intera area sono state fatte analisi e monitoraggi che hanno fatto validare agli enti di controllo diversi interventi di rimozione di materiali inquinanti. Ad oggi 1/3 dell’intera area è completamente bonificato come prevedeva l’accordo del luglio 2008. Il resto dell’area ha visto un cambio d’uso. C’era una prescrizione per 2 stanze ove non si poteva stare per oltre di 2 ore. Quindi HERA le ha trasformate in archivio.
Gli interventi di impermeabilizzazione però ha fatto sparire il rischio per cui gli impiegati sono tornati a lavorarci dopo che è stato detto che il rischio è sparito e gli enti competenti hanno fatto decadere ogni limitazione d’uso ovvero ci si può stare.
Esiste un programma per bonificare l’intera area. Tutta la bonifica completa è prevista per il 2018.
Tutto il sistema di monitoraggio indica che non ci sono livelli di pericolosità per gli addetti.

Inoltre a garanzia di sicurezza dei lavoratori di Hera, per tutto il tempo fino al completamento di risanamento, da una decina d’anno è in essere il monitoraggio dell’acqua svolto da terzi in collaborazione con Arpa

Tutte le analisi raccolte in una relazione consegnata semestralmente agli organi di controllo hanno sempre escluso rischi per lavoratori e cittadini in quanto conformi ai limiti di legge. Inoltre la falda che è tra i 14 e i 20 metri, è ben distinta da quella a cui si alimentano gli acquedotti che sono a 250 metri di profondità.
L’acqua di Bologna è una delle più controllate con 5000 controlli fatti da Hera.
Ad oggi sono stati completati i primi 6 lotti di intervento. Sono stati assegnati i lavori del settimo lotto tramite gara. E tra poche settimane partono.

In base all’accordo, al termine del settimo lotto saranno nel 2015 e si arriverà ad una bonifica del 60%.
Fino ad allora il mio impegno sarà massimo e quotidiano per vigilare sul rispetto di questi tempi. I controlli li fanno COMUNE, ARPA e ASL e non c’è nessuno sconto e concessione nei confronti di Hera.

Non ho altro modo e non voglio avere altro modo per sapere se c’è pericolo, che quello delle relazioni di ARPA e ASL. E quelle relazioni ci dicono che non c’è rischio.

Importanti interventi di bonifica come quello di Berti Pichat richiedono investimenti e tempo, ma Hera fino ad ora ha rispettato. Noi continuiamo a chiedere la radicale bonifica di quanto scoperto al di sotto. Non abbiamo elementi nuovi per dire che dobbiamo preoccuparci”

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