Merola cambia la giunta, via Gambarelli e Malagoli, entrano uomini Pd

Bologna, 18 gen. – Il sindaco di Bologna Virginio Merola ha sostituito due assessori della sua giunta ad un anno e mezzo dall’inizio del suo mandato. Un’operazione che molti commentatori collegano alle liste in via di definizione per le prossime elezioni politiche. La giunta sarebbe diventata così una camera di compensazione per candidature mancate al parlamento e per riequilibrare i rapporti di forza all’interno del Partito democratico, visti anche i risultati dello scorso congresso.

Ad uscire due assessori senza partito: Bruna Gambarelli, assessora alla cultura; e Riccardo Malagoli, che si occupava di lavori pubblici e sicurezza. Di entrambi Merola ha lodato il lavoro fatto nell’ultimo anno e mezzo.

Ad entrare due uomini del Pd: il renziano e consigliere comunale Marco Lombardo, e il segretario del Pd cittadino nonché responsabile organizzativo dei dem bolognesi Alberto Aitini. Il secondo avrà la delega a sicurezza, commercio, polizia municipale, manutenzione del patrimonio, verde pubblico e rapporti col Consiglio comunale. Lombardo invece si occuperà di relazioni europee e internazionali, lavoro, attività produttive, del progetto “Insieme per il Lavoro”, del terzo settore, della cooperazione internazioanle e delle ong. Le deleghe alla cultura e alle “nuove centralità culturali nelle periferie”, prima di Gambarelli, vengono riassegnate a Matteo Lepore. Giuliano Barigazzi, da poco entrato in squadra al posto dell’ex assessore a welfare e sanità Rizzo Nervo, assume l’incarico di coordinatore di giunta.

Intervistato da quotidiani locali Malagoli, uomo sempre vicino a Merola, si è detto amareggiato e deluso dal sindaco. Merola in un comunicato ha fatto sapere che il rapporto di amicizia che da tempo lo lega al suo ex assessore non ha mai guidato le sue scelte passate. Quelle fatte per il rimpasto invece, ha dichiarato il sindaco, sono state scelte “impegnative anche dal punto di vista personale, ma sono scelte che – come sempre – assumo in autentica autonomia, ovvero con senso di responsabilità e con la convinzione che sono utili per la stabilità, l’unità e l’efficacia dell’azione di governo nell’interesse generale della città”.

Critiche le opposizioni. Massimo Bugani del M5s parla di “poltronificio messo in piedi da Merola per fare posto a due trombati dai listini Pd per le politiche”. Per Federico Martelloni di Coalizione Civica “il rimpasto di giunta mette le beghe del PD davanti al bene della città e i destini dei suoi dirigenti davanti alla vita dei cittadini”. Martelloni in un comunicato ricorda anche come Aitini sia stato proposto tempo fa dal partito e poi bocciato dall’assemblea dei sindaci come membro del Cda di Hera. La consigliera comunale Amelia Frascaroli, che tecnicamente sta in maggioranza ma ultimamente si è spesso trovata in disaccordo con le scelte del partito del sindaco, ha parlato di un rimpasto mosso da “ragionamenti che stanno dietro, davanti, e di fianco da cui io mi sento lontana anni luce”. In breve, “non è un bello spettacolo”.

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