“Lo scoprirete tra due anni”: i misteriosi Melampus

melampus live

19 febb. –  Tranquilli: Maps non si è trasformata in una trasmissione di preveggenza o fantascienza, non abbiamo intenzione di parlare di Maya, alieni e fine-del-mondo. E’ che la prima, banale domanda che ci è venuta da porre ai Melampus riguarda il titolo del loro secondo disco, quel N. 7 che ha seguito il debutto Ode Road. Ma né Francesca PizzoGelo Casarrubia  si sono sbottonati su questo argomento: in compenso, oltre a suonare due tracce dal nuovo album, già disco della settimana di Class, ci hanno raccontato molto di come è stato ideato.

“Abbiamo abbassato i volumi e i bpm”, ci hanno detto nell’intervista realizzata l’altro giorno in diretta: ma non per questo le nuove canzoni suonano meno incisive, anzi. Probabilmente i nuovi brani sono più accessibili, musicalmente parlando, perché sui testi il discorso è diverso. “Qui parlo di cose più mie“, ha ammesso Francesca ai nostri microfoni, “di argomenti che mi stanno più a cuore”. Siamo riusciti anche a scambiare due chiacchiere sull’estetica dei video della band e, in generale, su un concetto che pare stia molto a cuore ai due, quello di eleganza, spesso associata all’idea del “less is more”.

E in effetti nella musica dei due c’è sempre l’idea precisa di quale sia la misura necessaria negli arrangiamenti, nei suoni, anche nella lunghezza dei brani: un’accortezza che contraddistingue anche le nuove produzioni, forse meno orientate, rispetto all’esordio, ai suoni della 4AD. In attesa di vederli aprire per Michael Gira al Locomotiv Club il prossimo 27 marzo, ecco due brani dei Melampus live.

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