Mediterraneo e capitalismo mercantile a Nomos

 

      Mediterraneo - Nomos

A Nomos, geografie alla radio, la professoressa Alessandra Bonazzi dell’ateneo Bolognese, riflette sull’interferenza del capitale nel rapporto moderno tra capitale e mar Mediterraneo. Secondo Marx, la modernità era all’avanguardia in alcune città mediterranee, soprattutto quelle che diedero sviluppo alle rotte mercantili, già nei secoli XIV e XV. Ne sono testimonianza le prime carte nautiche, che portano i segni spaziali del legame indissolubile tra commercio marittimo e capitale. La misura delle rotte determinava la durata del noleggio dei vascelli e quindi la quantità di credito necessaria, in attesa del ritorno delle merci e del plusvalore ottenibile. La forma delle carte nautiche, molto tecniche e povere di segni di socialità,  è fin dall’inizio una figura d’interferenza tra il mare e il capitalismo nascente. Anche nella contemporaneità il mare mediterraneo continua ad essere espressione della regolamentazione dei flussi di merci e di vite umane, figura d’interferenza tra l’Europa del libero scambio e il suo ultimo territorio di conquista comune. E’ un accumulo d’interferenze che si protrae dall’epoca premoderna e presta il fianco a critiche radicali, per immaginare una concezione di Mediterraneo da “mare nostrum” a “res communis”.

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