Maxi centro commerciale accanto a Fico. Il Pd frena: “Rispettare il volere dei cittadini”


Bologna, 29 mar. – Il Pd di Bologna invita il sindaco Virginio Merola e la Giunta a “vigilare sul cambio di destinazione d’uso delle aree annesse a sud, impegnandosi a non modificare il progetto condiviso dalla cittadinanza”. Uno stop, dunque, all’idea di realizzare un nuovo grande centro commerciale di fianco a Fico sui terreni denominati per l’appunto “aree annesse a sud”, di proprietà della Fondazione Carisbo.

Accanto a Fico ipotesi nuovo maxi centro commerciale

L’indicazione dei democratici è contenuta in un ordine del giorno presentato oggi in commissione, in risposta ad un documento del M5s che, in maniera più ampia, punta a “non permettere più trasformazioni urbanistiche che abbiano il solo scopo di essere funzionali allo sviluppo di Fico senza che queste si integrino con lo sviluppo armonico della città”. Lo scorso dicembre si era parlato di un progetto che in quell’area puntava a realizzare uno shopville e una multisala, orientando verso una destinazione pienamente commerciale un lotto che invece, in base ad un percorso partecipativo portato avanti con i cittadini della zona, prevederebbe finalità principalmente residenziali.

In base a quanto riportato nei mesi scorsi dal ‘Corriere di Bologna’, ad interessarsi dell’area per rilevarla e’ stato l’imprenditore Sergio Zuncheddu, editore de ‘L’Unione Sarda’ e costruttore. “Si sono presentati i cinesi”, afferma oggi il capogruppo del Pd, Claudio Mazzant. Appoggiandosi a professionisti locali, i cinesi si sono presentati alla proprietà dell’area dicendo “paghiamo cash”, racconta sempre il capogruppo dem, con l’idea di utilizzare tutta la volumetria edificabile a disposizione per realizzare uno “scatolone” unico.

L’eventuale investimento straniero, però, “va contro il disegno di sviluppo del Pilastro”, sottolinea Mazzanti: se invece l’intervento dovesse rientrare “all’interno delle quote previste” per la destinazione commerciale, allora “nulla da dire”. Un accordo territoriale del 2008 e poi il percorso partecipato concluso nel 2014 dicono che in quel comparto bisogna “coordinare la progettazione e lavorare sul mix sociale e funzionale del Pilastro“, ricorda il presidente del quartiere San Donato, Simone Borsari: nelle aree annesse a sud non può insediarsi un progetto solo commerciale, “altrimenti i rischi per il Pilastro sarebbero incalcolabili”. Dunque, come Quartiere “siamo assolutamente contrari a progetti di questo genere- ribadisce Borsari- perché minerebbero alla radice i ragionamenti precedenti”.

I dubbi arrivano anche dalle opposizioni. “Continuare a fare centri commerciali è anacronistico”, afferma Marco Piazza (M5s), così come “è sbagliato continuare a fare altre cose intorno a Fico per renderlo attrattivo”. Anche Insieme Bologna “è nettamente contraria al fatto che di volta in volta il Comune si faccia ingolosire da progetti di tipo commerciale”, dichiara Giulio Venturi, perché questo porta alla “morte definitiva dei punti vendita di vicinato”. Rispetto alle aree a sud “recentemente abbiamo ricevuto proposte per variare la pianificazione in chiave commerciale”, afferma l’assessore all’Urbanistica, Valentina Orioli. In passato Orioli aveva già parlato di “evidenti difficoltà” per l’idea del nuovo shopville, ma questo non può tradursi in uno stop tout court ai nuovi insediamenti: “Non abbiamo tutta questa libertà di dire che non vogliamo più commercio, la pianificazione ha dei limiti dal punto di vista della legislazione sia nazionale che europea” (Dire).

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