Mattia Santori: “Le sardine torneranno in piazza a Bologna, e non ci disperderemo”

Bologna 28 nov. – “Sì, stiamo preparando un bis a Bologna. Torneremo in piazza e sarà qualcosa di molto creativo e divertente”. Mattia Santori, bolognese e volto mediatico delle sardine, annuncia che il movimento che sta attraversando l’Italia tornerà a farsi vedere là dove è nato, a Bologna. “Ci stiamo lavorando, e quando saremo pronti annunceremo i dettagli”.

Ma prima ci sono le piazze che stanno già nascendo in tutta la penisola. Questa sera a Piacenza, sabato nella leghista Ferrara, il 14 dicembre a Roma. “Siamo ambiziosi, la questura ci ha indicato Piazza San Giovanni e noi sappiamo ci sarà una grandissima partecipazione. Non temiamo i numeri”, dice Santori. “Vediamo ovunque una grande voglia di rivolsa, anche nei territori che storicamente non sono certo di sinistra. Sono piazze dense di sentimento, pensiero, fisicità”.

 

      Mattia Santori

 

I valori delle sardine? “C’è sete di giustizia, uguaglianza, pari diritti per tutti. Vogliamo vivere in società non per fare i nostri interessi ma per fare comunità”.

Una risposta a chi dice che le sardine sono contro la Lega ma non propongono nulla e non mettono in discussione la situazione attuale? “La grande domanda al momento è come non disperdere le energie che sono emerse e emergeranno – ragiona Santori – Posto che non ha senso che questo movimento diventi un partito politico, stiamo ragionando per fare diventare le sardine un anticorpo permanente contro l’italia devastata, anche dalla politica leghista. Un articorpo che permetta a tutti di non isolarsi e sentirsi soli in un mondo che mette gli uni contro gli altri”. “Il movimento delle sardine, e ce ne stiamo accorgendo sempre più – continua Santori – attira persone che hanno subito violanzioni dei propri diritti. Donne, persone lgbt, chi ha subito attacchi sui social a causa delle proprie idee”.

Ma se la Lega prende così tanti voti un motivo ci sarà? “Attenzione a questo ragionamento, la retorica della Lega si basa sul concetto che il consenso giustifica tutto, sul dire ‘se mi votano evidentemente ho fatto bene’. Ricordo che in Italia il consenso in Italia non è sinomimo di qualità, dopo tutto siamo reduci da 20 anni di berlusconismo. Tutto dipende da come costruisci il consenso e su che basi. Salvini gioca sporco e la questione facebook è enorme, un social network non controllato e al momento in mano a una forza politica e a un solo pensiero”.

Infine il ritorno alle questioni emiliane romagnole, con la campagna elettorale che infuria e che culminerà nel voto per le regionali del 26 gennaio. “Abbiamo detto che ci sentiamo rappresentanti da questo centrosinistra che qui è fatto di varie anime: i civici, il Pd, la sinistra progressista. Siamo fortunati, ma sappiamo che altrove in Italia le cose possono essere diverse. Se andrò in Piazza Maggiore il 7 dicembre al comizio di Bonaccini? Io personalmente sì, così come immagino tanti giovani che vorranno farsi un’idea e capire quel che sta succedendo, ma noi non abbiamo dogmi o statuti. Ognuno farà quel che crede”.

E a chi da destra chiede alla sardine un confronto, come ad esempio il sindaco leghista di Ferrara Alan Fabbri Santori replica così: “Abbiamo memoria e cervello e non ragioniamo con la pancia. Noi non abbocchiamo“.

 

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