Mais contaminato. Rabboni: “Dal M5s accuse infondate”

27 giu. – Quelle mosse dal consigliere regionale del movimento 5 stelle Andrea Defranceschi sono “accuse infondate”. Lo dice l’assessore regionale all’agricoltura Tiberio Rabboni. “Noi applichiamo normative nazionali” dice l’assessore che sottolinea come la Regione Emilia Romagna abbia sempre adottato principi di prudenza, anche rispetto all’uso di mais contaminato da micotossine. “E’ il ministero della Sanità che consente di impiegare mais contaminato nelle centrali di produzione di biogas” ricorda Rabboni, che prosegue sottolineando come la stessa normativa imponga di non utilizzare la pula (quello che rimane dopo un processo di pulizia meccanica del mais, in cui le concentrazioni di micotossine sono maggiori) ma solo la granella di mais già pulita. Inoltre, aggiunge Rabboni, nelle centrali a biogas, “il mais da granella non è mai più del 5% della biomassa utilizzata per produrre mais”. Insomma, se anche si usa quello contaminato, viene “diluito” nel resto della biomassa e di conseguenza le concentrazioni di micotossine pericolose del digestato sono basse. Comunque la Regione ha già pubblicato un bando per 1,6 milioni di euro per fare indagini specifiche.

Per quanto riguarda l’accordo per l’utilizzo del mais contaminato, accordo “tra privati” come sottolinea Rabboni (tra i gestori delle centrali e gli stoccatori del mais), la Regione, insieme a Veneto e Lombardia, ha introdotto delle migliorie che consentono la tracciabilità delle partite di mais. Insomma, secondo l’assessore regionale, la situazione sarebbe sotto controllo.

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