Macerata, il movimento antirazzista “non ha paura”

15 feb. – Immaginate trentamila persone sfilare intorno alle mura di una città che normalmente conterebbe quarantamila abitanti. È esattamente quanto successo a Macerata il 10 febbraio, che si è riempita così due volte: dei propri cittadini e cittadine, e di tutte quelle persone arrivate da ogni parte d’Italia per manifestare contro razzismo, fascismo e sessismo. I numeri li hanno forniti gli organizzatori della manifestazione, il centro sociale autogestito Sisma, ma bastava un colpo d’occhio per rendersi conto delle dimensioni del corteo snodato lungo 3200 metri di cinta muraria, perché mentre la testa superava la metà del percorso autorizzato, la coda si trovava ancora ai giardini Diaz, il punto di partenza.

All’appello del centro Sisma hanno risposto collettivi e movimenti “contro ogni fascismo e razzismo”, realtà auto-organizzate, ma soprattutto singoli: “Noi siamo ragazzi. Siamo italiani, semplicemente maceratesi che vogliono far capire che c’è un’altra Macerata”, spiega un manifestante. E l’altra Italia, l’altra Macerata, è quella che ha voluto esprimere solidarietà alle sei vittime della tentata strage razzista operata dall’estremista di destra Luca Traini: Wilson, Omar, Jennifer, Mahamadou, Festus, Gideon. Trentamila persone unite per dire “basta alla speculazione sulla vita dei migranti” ed “esprimere solidarietà alla famiglia di Pamela Mastropietro“, ricorda Fatima Edith Maiga di Italiani senza cittadinanza. “Io mi sento attaccata da questo odio non come persona nera, non perché condivido il colore con le vittime, ma come donna, italiana, cittadina”, conclude.

In quella sparatoria potevo esserci io, come qualunque membro della mia famiglia perché sono di Macerata”, racconta Dieynaba Diop mentre indossa il cartellone sul quale si legge “My colour is not a crime – black is beautiful”. Nonostante le minacce ricevute sui social da parte dei militanti di Forza Nuova – “devi morire, torna in Africa” – Dienynaba è scesa in strada a portare la sua testimonianza perché “non si deve aver paura”. Così come ha dimostrato di non averne chi ha manifestato in quella giornata. “Non educare a valori sociali e collettivi porta all’ignoranza e al razzismo”, ne è convinta una giovane studentessa. E proprio per fornire “una narrazione diversa della migrazione, al di là degli stereotipi, leggendola come un’opportunità”, è nato il progetto ‘Voci di confine’. A raccontarlo, Simone Bucchi, presidente del Centro servizi volontariato delle Marche che ne fa parte.

In conduzione Laura Pasotti e Roberta Cristofori.

      Italia-Italie - 15 febbraio 2018

 

Ogni giovedì dalle 9.30 alle 10 su Radio Città del Capo va in onda Italia-Italie, realizzata in collaborazione con Redattore Sociale, che vi racconterà le tante culture e le tante comunità che compongono il tessuto sociale di Bologna e dell’Italia. Italia-Italie vuole dare voce a tutte quelle persone che l’Italia la fanno ogni giorno.

Italia-Italie è una programma di Boubacar Ndia, Giovanni Stinco, Roberta Cristofori e Laura Pasotti. In onda tutti i giovedì dalle 9.30 alle 10 sulle frequenze di Radio Città del Capo (a Bologna Fm 94.700 e 96.250) e in streaming via web (www.radiocittadelcapo.it) e TuneIn. Potete scriverci a italiaitalieradio@gmail.com

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