Napolitano dai terremotati giovedì prossimo. Contro gli sciacalli accertamenti della Procura sui falsi allarmi

31 mag. –  “Non è possibile stabilire quante scosse e di quale intensità potranno ancora interessare la stessa area”. Lo ribadisce la Protezione Civile per rispondere alle false notizie riguardanti la previsione di ulteriori scosse di terremoto nella pianura.

La Procura di Bologna ha disposto accertamenti su questi falsi allarme. Sono diverse le voci che raccontano di questo fenomeno, spesso denunciando l’azione di presunti sciacalli che invitano le persone ad abbandonare gli edifici.

Giovedì 7 giugno il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano visiterà i territori terremotati. “Una bella notizia” il commento del presidente dell’Emilia Romagna Vasco Errani

Nelle difficoltà della condizione di sfollato, c’è chi decide di farla finita. Un uomo ospitato in questi giorni nella tendopoli di San Carlo ha tentato il suicidio con il gas di scarico della sua auto. Poco prima aveva mandato un sms alla moglie avviasndola delle sue intenzioni. La donna è riuscita così a lanciare l’allarme alla polizia. Ora l’uomo è ricoverato all’ospedale di Ferrara e non è in pericolo di vita.

A Mirandola il sindaco Maino Benatti ha firmato un’ordinanza con cui vieta l’accesso alle zone industriali della sua città, “fino a compimento delle verifiche tecniche”. Nell’area ci sono molte industrie biomedicali, fra cui la BBg, nel cui crollo dopo il terremoto del 29 maggio sono morti tre lavoratori, nonostante il fabbricato avesse avuto un via libera dei tecnici dopo il terremoto del 20 maggio.

A Finale Emilia il sindaco Fernando Ferioli ha chiesto alle proprietà i piani di costruzione dei capannoni dell’area produttiva della sua città. L’80% risulta costruito secondo i vecchi criteri antisismici. Il gruppo di tecnici della Regione Emilia-Romagna potrà usare questi documenti per decidere la messa in sicurezza temporanea delle costruzioni, prima che vengano adeguate alle normative antisismiche ora in vigore.
«I capannoni adesso sono tutti chiusi», ha detto Ferioli, aggiungendo che è chiuso anche l’unico supermercato della zona, perché il capannone che lo ospita si era spostato di 5 centimetri dopo il terremoto del 20 maggio.

La commissione parlamentare d’inchiesta sugli infortuni sul lavoro nelle prossime settimane visiterà le zone colpite dal terremoto. Lo ha reso noto oggi il suo ufficio di presidenza. Sarà un’occasione «per testimoniare ai familiari delle vittime e alla cittadinanza la vicinanza e la presenza delle istituzioni oltre che per svolgere un’inchiesta su quanto accaduto», ha detto il presidente della commissione, Oreste Tofani, spiegando che i commissari dedicheranno attenzione in particolare ai capannoni industriali e alla verifica dei criteri costruttivi delle strutture che hanno ceduto.

La Croce rossa Emilia-Romagna ha aggiornato a 15 mila il numero degli sfollati.

A Bologna, in via Libia, ieri sono state evacuate 11 famiglie che abitano in uno stabile di proprietà comunale gestito da Acer, costruito all’inizio del ‘900. Dopo i controlli successivi alla scossa del 29 maggio, le scale sono risultate lesionate e si è preferito trasferire le persone in altri appartamenti; 4 anziani, per ora, hanno trascorso la notte in albergo in attesa che gli venga assegnato un alloggio. Martedì sono stati puntellati due vani scale in palazzine più recenti, in via Roncaglio 31 e 33.

Nel capoluogo il sindaco Virginio Merola ha stabilito la chiusura delle scuole comunali e statali anche per oggi, giovedì 31 maggio, e venerdì 1 giugno.
Sono 200 le scuole dichiarate inagibili tra le province di Bologna, Modena e Ferrara.

Nel pomeriggio una scossa di magnitudo 4 quella percepita nel modenese alle 16.58. L’epicentro, secondo le prime rilevazioni, sarebbe tra Novi e Rolo. Alle 6.20 di questa mattina è stata registrata una scossa di magnitudo 3,6 a 4 chilometri di profondità, nella zona di Finale Emilia.

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