L’ombelico di fuori – Santo Stefano, i colli e Murri

Bologna, 10 giu. – L’area più densamente popolata del quartiere Santo Stefano è Murri, e uno dei giardini più frequentati è certamente la Lunetta Gamberini, punto di riferimento per tutte le età, almeno fino al tramonto. Quando cala il sole, infatti, in molti preferiscono lasciare il parco, spaventati da alcuni recenti episodi di cronaca. Ai Giardini Margherita, invece, il punto di riferimento sono diventate già da qualche anno Le Serre dei Giardini, dove Kilowatt ha rigenerato uno spazio pubblico abbandonato, restituendolo alla città.

Poco distante dai Giardini si estende una delle tante ex aree militari della città: lo Stabilimento per i Veicoli da Combattimento, Staveco, da oltre 25 anni in stato di abbandono totale. Secondo il protocollo d’intesa firmato nel 2018 al Ministero della Giustizia, in quest’area verranno trasferiti gli uffici giudiziari bolognesi, occupando però solo il 75% dello spazio complessivo disponibile. I restanti 10mila metri quadri saranno destinati ad altre attività: l’associazione Laboratorio Staveco punta ad entrare a farne parte con il progetto di un Centro per l’Artigianato.

In via San Mamolo gli studenti vanno a prepararsi alla biblioteca Amilcar Cabral, Centro studi sull’Asia l’Africa e l’America Latina, mentre i volontari dell’associazione Aprimondo si occupano dei corsi della scuola di italiano per stranieri e migranti. Salendo sui colli si incontrano alcune attività che attirano i bolognesi fuoriporta: Ca’ Shin, Fienile Fluò, Villa Ghigi; il primo è un casolare gestito dalla cooperativa Le Ali, reiventato dopo una raccolta firme promossa nel 2007 da alcuni residenti che volevano salvare dall’abbandono il Parco Cavaioni e Villa Silvetta, mentre il Parco di Villa Ghigi è uno dei più famosi spazi verdi pubblici di Bologna, gestito dalla Fondazione Villa Ghigi.

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