L’ombelico di fuori – Riepilogo del quartiere Borgo Panigale-Reno

Bologna, 18 mar. – Borgo Panigale-Reno si apre sul rione Santa Viola, ex quartiere operaio, oggi sede di realtà d’eccellenza – Gd e Fondazione Mast, Opificio Golinelli – e polmoni verdi come il Parco dei Pini, casa di Teatri di Vita, e i Prati di Caprara ovest, in difesa dei quali si è costituito il comitato Rigenerazione No Speculazione. Oltre il fiume Reno si incontra poi il Parco dei Noci, dove i residenti stanno ancora aspettando che venga ricostruito il chiosco abusivo abbattuto nel 2013.

Negli ultimi mesi Borgo Panigale è stato teatro di due tragici avvenimenti: l’esondazione del fiume Reno dello scorso 2 febbraio, zona Birra; lo scoppio dell’autocisterna del 6 agosto 2018, che provocò la morte di 2 persone e il ferimento di altre 145. L’argomento sulla bocca di tutti oggi è però il la “linea rossa” del tram che dovrebbe collegare Borgo Panigale alla zona Fico/Caab dal 2025. Mentre i residenti organizzano assemblee e costituiscono il comitato “Attacchiamoci al tram”, il sindaco Virginio Merola si dice pronto ad andare “condominio per condominio a informare”.

Sul lato nord della via Emilia si estende la verde Casteldebole, dove gli unici due luoghi di aggregazione sembrano essere il Centro Polifunzionale Bacchelli e il Parco delle Querce. Per questo alcuni cittadini si sono riuniti in comitati come il Megafono di Casteldebole o l’associazione Corri con noi per vivacizzare la zona.

Una delle strutture simbolo della Barca è il cosiddetto “Treno“, che negli anni 80 e 90 era diventato uno dei luoghi periferici più pericolosi di Bologna. Il Comune sta pensando da tempo a come valorizzarne gli spazi, multietnici e in fermento, dove la parrocchia di Sant’Andrea Apostolo e la Moschea favoriscono il dialogo tra culture e diverse associazioni hanno scelto di farne la propria sede, come la Banca del Tempo Reno-Borgo e la compagnia Instabili Vaganti.

      Riassunto Borgo Panigale-Reno

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