L’ombelico di fuori – Porto

Bologna, 25 mar. – L’area Porto è frutto dell’accorpamento di due ex quartieri, Marconi – dentro porta – e Saffi, fuori. Uno dei principali luoghi di aggregazione per giovani e giovanissimi è il centro sociale Tpo, Teatro polivalente occupato: sala da concerti, palestra popolare, sportello migranti e per lavoratori, scuola d’italiano per straneri, doposcuola, dormitorio sociale. In via Casarini 25, si estende lo stabilimento delle ex Ogr, le Officine Grandi Riparazioni, chiuse nel luglio 2018 dopo cent’anni di storia fatta di battaglie per il diritto alla salute dei lavoratori esposti all’amianto. All’interno dello storico stabilimento avevano allestito un vero e proprio museo, che i sindacati e l’associazione Familiari e Vittime dell’Amianto chiedono possa diventare presidio permanente di memoria. Alcuni dei pezzi troveranno spazio già da questa primavera nei locali di viale Aldo Moro.

Il Quadrilatero tra le vie Malvasia, Pier de’ Crescenzi, Casarini e dello Scalo racchiude il comparto storico delle ‘Popolarissime’, che verrà riqualificato e rigenerato dal Comune grazie a un bando regionale. Proprio in via dello Scalo si trova il Condominio Scalo, centro di accoglienza e laboratorio di comunità, gestito dalla cooperativa Piazza Grande e rivolto ad adulti e famiglie in condizioni di emarginazione. L’area che si stringe tra le mura e i Prati di Caprara è infine una delle più inquinate di tutta Bologna e allo stesso tempo quella con il numero più alto di bambini iscritti alle scuole elementari. Per questo, dopo le rilevazioni della rete civica Aria Pesa, il comitato genitori dell’Istituto Comprensivo 18 ha dato il via a una seconda campagna di monitoraggio dei livelli di biossido di azoto nei pressi delle scuole.

 

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