L’ombelico di fuori – Irnerio, Galvani

Bologna, 3 giu. – Santo Stefano è il quartiere più ricco e istruito di tutta la città: in centro, zona Galvani, quasi una persona su due possiede un diploma o una laurea, e il guadagno medio è di 34mila euro lordi all’anno. I pendolari e i turisti che vogliano muoversi in maniera sostenibile in città si fermano alla velostazione Dynamo, ma il destino dello spazio al momento è incerto perché non è ancora stato comunicato ufficialmente quando dovrebbero iniziare alcuni lavori di ristrutturazione, rimandati di anno in anno, ma ormai il termine della convenzione è vicino.

Cuore pulsante della zona Universitaria sono via Zamboni e Piazza Verdi, attraversate ogni mattina dagli studenti che vanno a lezione e in biblioteca, e che poi si fermano a fine giornata per bere una birra o partecipare alle tante iniziative organizzate dai collettivi studenteschi, come quelle di Link. Piazza Verdi è un’area complessa, come denunciano i residenti del comitato Piazza Verdi, che da poco ha riaperto il servizio Le Stanze di Verdi: “Qui vivono varie povertà. Siamo soli, notiamo la mancanza assoluta di una presenza da parte dell’amministrazione”. Il Giardino del Guasto sembra invece un’oasi di tranquillità, sorge sopraelevato rispetto alla strada, e intorno a questo fazzoletto verde si riunisce da vent’anni l’associazione di residenti Giardino del Guasto.

Fuori dalla zona universitaria, uno dei luoghi più frequentati è Vicolo Bolognetti, sede del collettivo Làbas e di tante altre realtà che convivono sotto il quadriportico. Làbas si è trasferito al Vicolo a seguito dello sgombero nell’estate 2017 dell’ex Caserma Masini e ora all’orizzonte c’è una scadenza, quella del 31 gennaio 2020, quando terminerà il contratto di gestione dello spazio. Infine, il quartiere Santo Stefano raccoglie alcuni dei principali presidi in tutela dei diritti delle donne, tra cui la Casa delle Donne per non subire violenza.

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