“Liberi di fare”. In tutta Italia le persone disabili scendono in piazza

1 nov. – Milano, Roma, Torino, Pesaro, Ancona, Napoli, Foggia, Sassari, Bologna e tante altre. Da venerdì e per tutto il week end l’Italia sarà attraversata da un’ondata di manifestazioni. In strada scenderanno le persone con disabilità per chiedere una svolta sulla questione dell’assistenza personale. Parola d’ordine “Liberi di fare“. Non solo la richiesta di un sostegno economico concreto per dare l’assistenza a tutti, ma anche l’obiettivo di garantire ai disabili una vita indipendente, che per una persona non autosufficiente significa compiere scelte ed autodeterminarsi attraverso l’autogestione dei fondi finalizzati al pagamento di assistenti personali. Una questione di diritti civili, dicono tutti coloro che sono impegnati nell’organizzazione delle manifestazione. Perché “il movimento per i diritti dei disabili è un movimento per i diritti civili e umani come quello delle donne e delle persone omosessuali”.

Un’iniziativa, quella di “Liberi di fare”, nata dopo la messa in rete di una lettera aperta al Presidente del Consiglio Gentiloni.  “Siamo disabili. Da sole non riusciamo a fare quelle cose che la gente di solito fa se vuole restare viva – hanno scritto Maria Chiara e Elena Paolini – Le nostre assistenti agiscono al posto delle nostre gambe e braccia, e questo ci permette di ‘fare cose vedere gente’ e in generale vivere come c***o ci pare. Le paghiamo grazie a due cose: i fondi ridicoli che lo Stato ci dà e gli enormi sforzi economici della nostra famiglia. Ma questi soldi finiranno presto, e allora dovremo limitare seriamente la nostra vita, e indipendenza, e felicità. La nostra libertà ha una data di scadenza”.

“Vogliamo un’assistenza autogestita, chiediamo  la possibilità di diventare datori di lavoro dei nostri assistenti”, aggiunge Maura Peppoloni, da anni attivista romana della Uildm (Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare) che ha deciso di aderire alla mobilitazione di “Liberi di fare”.

La puntata del 1 novembre “di Welfare – esplorazioni nel sociale che cambia” (ogni mercoledì dalle 9.30 alle 10 su Radio Città del Capo) è stata dedicata a “Liberi di fare”. Ecco il podcast.

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Ma quali sono i problemi concreti? Cecilia, pensione di invalidità al 100%, vive in Emilia Romagna e ha bisogno di assistenza h 24. “Con l’accompagnamento e l’assegno di cura riesco a pagarmi l’assistenza notturna per 25 ore a settimana. Di giorno devo per forza appoggiarmi ai miei genitori perché ho bisogno per tutto visto che non riesco a spostarmi da sola”.

Lavinia è invece una mamma dell’Umbria. “Mio figlio Guglielmo ha diritto all’assegno di accompagnamento e ad un patto di cura, ma oltre a questo nessuna assistenza quando invece servirebbero per lui almeno 2 ore al mattino, 2 a pranzo e 2 la sera. Durante il giorno Guglielmo si muove con carrozzina elettronica, purtroppo siamo in campagna, la Asl non fa servizio sulle case sparse…”. L’assistenza ai disabili in Italia, nonostante gli sforzi di molte Regioni per compensare i buchi del welfare statale, è garantita soprattutto dai familiari.

La disabilità, spiega “Liberi di fare”, “è causata più dal modo in cui è organizzata la società che dal deficit della persona, è l’ambiente che deve cambiare e diventare inclusivo delle caratteristiche di tutti gli individui”.

“I contributi statali attuali, di entità diversa di regione in regione, sono niente più che un’elemosina, una presa per i fondelli neanche tanto sottile – ragionano  Maria Chiara e Elena Paolini  – ‘Non c’è budget‘, e intanto una persona non esce di casa da un mese. ‘Hanno tagliato i fondi’, e intanto qualcun altro non si può lavare da una settimana. ‘Non ci sono i soldi’, e intanto un ragazzino non può uscire con gli amici. Eppure paghiamo le tasse, e ci aspettiamo che ci tornino”. Continua la lettera aperta: “I fondi che ogni tanto vi vantate di stanziare per i disabili in realtà vengono destinati in gran parte alle case di cura, perché dietro alla case di cura – diciamolo ad alta voce – ci sono lucrosi interessi. È lì che va chi non ha parenti, partner o amici che possano lasciare il loro lavoro per assisterlo. Ma cosa succede in una struttura residenziale per disabili? Immaginate di non poter uscire, non poter vivere con chi vi pare, non poter compiere scelte e non avere libertà di movimento. Che tutto questo sia legale, solo perché sei disabile. Che tutto questo sia sconosciuto e sotterraneo, perché i reporter là dentro non ci arrivano”.

Francesco Gabbani, vincitore dell’ultimo Festival di Sanremo, supporta “Liberi di fare”

Ogni mercoledì dalle 9.30 alle 10 su Radio Città del Capo va in onda “Welfare – Esplorazioni nel sociale che cambia“, trasmissione che vuole raccontare il welfare in tutte le sue sfumature, partendo da storie concrete. Welfare vi racconterà storie di tutte Italia, sperimentazioni sociali o progetti già radicati che contribuiscono al benessere degli anziani, dei disabili, dei frequentatori degli empori solidali, dei senza casa, degli utenti dei servizi di salute mentale, di tutti coloro che hanno bisogno di assistenza. Welfare vi farà sentire la loro voce, quella dei volontari e degli operatori sociali, quella dei medici e di chi costruisce welfare tutti i giorni.

Tutte le puntate di Welfare.

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