Legge contro l’omotransfobia. In gioco fiducia (e voti) della comunità LGBT

Bologna, 8 lug. – Arriva in aula, dopo mesi di stop, il progetto di legge contro l’omobitransnegatività. La prossima assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna, in calendario domani martedì 9 e mercoledì 10 luglio, si aprirà con l’attesa discussione del progetto di legge, mentre al di fuori la comunità lgbt si prepara a un presidio di protesta. “Protesta sì – anticipa Marco Tonti, presidente di Arcigay Rimini – ma faremo anche il tifo per quei consiglieri e quelle consigliere che vorranno superare il muro contro muro”. Quello che è stato innalzato questa primavera quando, al momento di discutere il progetto, tutto si è arenato per via di un emendamento contro la gestazione per altri, accostata alla “violazione della dignità della persona”, firmato da 9 consiglieri dell’ala cattolica del Pd insieme alla destra.

Sul testo e su quell’emendamento in particolare, Tonti spiega che “c’è un tentativo di mediazione. Se disinnesca l’autodistruzione, almeno ci potremo trovare con una legge che può avere una sua applicabilità”. Quella che nutre la comunità lgbtqi per ora è speranza nell’approvazione, ma potrebbe presto trasformarsi in rabbia se l’esito del voto non dovesse essere quello auspicato. E se fossero anche i consiglieri dem ad opporvisi, Tonti non ha dubbi riguardo il fatto che la fiducia verso il Pd verrebbe completamente a mancare: “Mi sembra inevitabile, perché ci sarebbe una violazione della storia e la tradizione di questa Regione”. Fatto che, in vista delle elezioni regionali, si traduce in un’inevitabile perdita di voti.

      Tonti, Arcigay, sulla legge contro l'omotransfobia

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