Legge anti discriminazioni. Da Sinistra Italiana l’idea di una maggioranza alternativa

Igor Taruffi, consigliere regionale e capogruppo di Sinistra Italiana

Bologna, 16 apr. – Un asse Pd-M5s-sinistra per ‘resuscitare’ la legge anti-discriminazioni dell’Emilia-Romagna, tagliando fuori i cattodem e le loro riserve sull’utero in affitto. Prova il rilancio Igor Taruffi, capogruppo di Sinistra Italiana in Regione, che invita i colleghi Pd ad uscire dall’impasse. Il discusso emendamento sull’utero in affitto firmato da nove componenti del gruppone dem, per quanto riguarda la sinistra, “è stato affossato in commissione”. Quindi se lo stallo con i cattodem rimane “si va in aula e si trovano i voti in aula“. Taruffi cita anche gli episodi accaduti a Bologna nelle ultime sere, visti come ulteriore conferma del fatto che l’omofobia richiede una iniziativa legislativa a livello regionale. “I fatti incresciosi di queste ore- afferma Taruffi parlando con l’agenzia ‘Dire’- dimostrano una volta di più che c’è necessità di portare in aula e approvare questa legge. La Regione Emilia-Romagna deve dare una risposta su un provvedimento che attendiamo da tanto tempo. Vogliamo che riprenda il lavoro in commissione e si arrivi quanto prima in aula”. Taruffi cita in particolare il dem Giuseppe Paruolo, tra i promotori dell’emendamento della discordia. “Paruolo è una persona intelligente e sa che una cosa sono i punti di equilibrio interni al Pd, un conto sono quelli per il centrosinistra. Non prendere atto del fatto che quell’emendamento è stato fatto proprio dal centrodestra ed è dunque impraticabile significa non tenere conto della realtà”.
L’emendamento sull’utero in affitto, dunque, “va ritirato dal campo e va ripresa la discussione, considerando che i numeri per approvare la legge ci sono già. Il testo originario troverebbe infatti anche il voto favorevole del Movimento 5 stelle. Nessuno può porre veti e condizioni pregiudiziali”. Un avviso chiaro ai dem, che secondo Taruffi hanno un’unica altra possibilità: convergere col centrodestra sull’utero in affitto. “Non voglio fare forzature ma non voglio nemmeno subirle- sottolinea il consigliere- Non ho alcuna intenzione di rinunciare alle prerogative dei consiglieri, quindi bisogna portare all’ordine del giorno dei prossimi Consigli regionali quel testo di legge, perché rientra tra le nostra facoltà farlo. Siccome sono stato responsabile, chiedo anche ad altri responsabilità: quello non è un punto d’equilibrio per la maggioranza. Inutile insistere, bisogna ripartire da un’altra parte”, conclude Taruffi (Dire).

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