Le scuole non sono tutte uguali

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25 giu. – A Bologna la scuola elementare non è uguale per tutti. La continuità didattica, considerata uno dei pilastri per assicurare la qualità dell’insegnamento, non è garantita nello stesso modo a tutti i bambini della nostra città.
Accanto a punte di eccellenza, come le scuole Longhena di Via Casaglia (2,9%), ci sono situazioni in cui più di due insegnanti su 10 sono precari. Accade nel quartiere San Donato (Istituto Comprensivo 10, scuole Chiostri e Gualandi 22,7%) e nel quartiere Reno (Istituto Comprensivo 2, scuole Drusiani, Albertazzi, De Vigri 21,5%). La concentrazione maggiore di insegnanti precari è nelle scuole della periferia, dove troviamo tutti i casi sopra il 15%.
Nei quartieri dei colli la situazione è opposta: nel quartiere Saragozza tutte le scuole sono sotto il 9%, nel quartiere Santo Stefano sono tutte sotto il 6,02. Nel centro storico nessuna scuola supera la percentuale del 12%.

I dati che abbiamo utilizzato sono aggiornati a marzo 2012 e provengono dal sito del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, messi a disposizione dei cittadini alla voce “Scuola in Chiaro”. L’obiettivo, si legge, è “favorire la trasparenza amministrativa nella gestione, la partecipazione al miglioramento del sistema scolastico e la nascita di una nuova generazione di servizi per studenti, insegnanti e famiglie”. Il nuovo aggiornamento, ci ha comunicato direttamente l’ufficio stampa del Ministero, sarà “presumibilmente a novembre 2013”.

I tagli alla scuola pubblica, decisi e attuati dai governi Berlusconi, hanno colpito in profondità il sistema anche nel nostro Comune. Ma non tutte le scuole nella stessa misura. Ci sono alcune scuole in cui la situazione è particolarmente difficile ed altre che invece sono riuscite a mantenere standard molto elevati.
Se la condizione di precarietà di un insegnante non condiziona assolutamente la qualità del suo lavoro, sicuramente condiziona la relazione con i bambini e la possibilità di assicurare la continuità didattica.
perché la disomogeneità nella presenza dei docenti precari evidenziata dalla mappa?

Le ragioni che hanno portato alla disomogeneità evidenziata dal grafico sono tante e non è solo la percentuale di insegnanti precari a determinare la stabilità del corpo docenti, perché anche la richiesta di trasferimenti è molto diversa da scuola a scuola. Di tutto questo abbiamo parlato con i nostri interlocutori.

Francesca Ruocco, segretaria Flc-Cgil Bologna, punta il dito sui tagli agli organici degli ultimi anni e sull’aumento demografico concentrato in alcuni quartieri della città:

Francesca Ruocco

 

Per Maria Luisa Martinez, dirigente dell’Ufficio Scolastico Provinciale, il problema dell’aumento demografico è solo uno degli aspetti da prendere il considerazione. Anche le “leggende metropolitane” contano molto.

Maria Luisa Martinez

 

Emilio Porcaro è dirigente Scolastico dell’Ic 10, dove si trovano due delle scuole elementari con le percentuali più alte di precari, nel quartiere San Donato. Scuole in zone complicate, con alte percentuali di studenti stranieri e famiglie con i  redditi più bassi della città (dato 2007, ricerca Ufficio Statistica del Comune).

Emilio Porcaro

 

Mirco Pieralisi, maestro di lunga esperienza oltre che consigliere comunale di Sel Lista per Amelia, descrive una realtà bifronte: maestre che fuggono e maestre che invece costruiscono, con dedizione, intelligenza e passione. Ma apre la porta alla necessità di non sacrificare. davanti alla realtà dei tagli, la battaglia per la qualità dell’insegnamento.

Mirco Pieralisi

 

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