Le sardine tornano a Bologna: “La nostra alternativa è l’arte e la creatività”

Bologna, 17 gen. – L’aveva preannunciato ai nostri microfoni a novembre: “le sardine torneranno a Bologna”, e ora quel momento è arrivato, domenica 19 gennaio in Piazza VIII agosto, questa volta con un palco ricco di nomi provenienti dal mondo dello spettacolo e della cultura, come Afterhours, Subsonica, Vasco Brondi, Willie Peyote, Marracash, Altre di B, Moni Ovadia, Alessandro Bergonzoni e Pif, tutti insieme per Bentornati in mare aperto.

Lo spirito dell’iniziativa ce lo racconta Mattia Santori, ospite nei nostri studi: “Torniamo a Bologna dove tutto è partito. Sarà una grande festa in cui presenteremo il meglio di quello che questa regione e l’Italia possono offrire. Un modo di presentare una diversa cultura rispetto a una campagna elettorale che non sta offrendo grandi performance. La nostra alternativa è l’arte e la creatività. E’ evidente che un evento come questo la Lega non avrebbe mai potuto farlo”.

Sebbene il desiderio sia quello di dettare un’agenda diversa rispetto a quella della Lega, restano diversi territori di scontro, come il recente caso del 21enne esponente delle sardine Sergio Echamanov, messo alla berlina dalla macchina mediatica di Matteo Salvini che, secondo Santori “punta sempre a mettere alla gogna le persone fragili  in modo da ottenere reazioni che grazie all’algoritmo di facebook diventano visibilità. Noi per questa ragione preferiamo muoverci per vie legali, senza continuare a dare risalto alla cosa”.

Oppure il caso della piazza di Bibbiano, annunciata in pompa magna dalla Lega come luogo deputato alla fine della campagna elettorare ma prenotato già da tempo dalle sardine e che “permetterà a Bibbiano di non subire l’ennessimo sciaccallaggio.”

Tra i tanti endorsement del mondo della cultura c’è quello di Moni Ovadia che saluta il movimento come  “una novità nella palude desolante del nostro paese che con pochi e chiari principi decide di riconquistare lo spazio reale. In un momento dominato dagli starnazzii del virtuale. Fuori dalla logica del noi contro loro, dove i loro sono sempre gli ultimi.”

Infine su quello che succederà subito dopo le elezioni, Mattia Santori è chiaro: “Non andremo nel Pd e ci prenderemo il mese di febbraio per tornare a parlare con i territori e preparare il nostro bilancio nazionale fissato per il 7-8 marzo.”

 

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      Mattia Santori e Moni Ovadia

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