Le parole dello Yoga attraverso la pratica. Intervista a Laura Pappacena.

Lo Yoga è una tecnica che va bene a qualsiasi persona e a qualsiasi età: è una grande forma di conoscenza di sé.”

Tra le vie di trasformazione occidentali come la filosofia e la psicologia e quelle orientali come lo Yoga e la meditazione ci sono punti di incontro?

Autori e filosofi in passato hanno sostenuto che lo Yoga è una forma esotica non traducibile nella nostra cultura occidentale. Ciò che invece è emerso dagli incontri aperti al pubblico promossi dall’associazione culturale Anthropos con vari relatori accademici e psicologi (tra cui Recalcati, Galimberti, Squarcini e Marchignoli) è che sono più le convergenze che le differenze insanabili.

“Questo dà un senso alla nostra pratica dello yoga”, racconta Laura Pappacena di Anthropos ai microfoni di Un Quarto Di Yoga: “Quando incontriamo certi termini e ne sappiamo assaporare il contenuto, li comprendiamo e li incarniamo nella nostra pratica, allora le parole si rendono comprensibili anche da un punto di vista concreto”. “C’è una filosofia di base”, continua Pappacena nell’intervista, “una filosofia perenne, come diceva lo storico delle religioni Elémire Zolla, che accomuna tutti e questa si traduce in modi, forme, pratiche diverse, a seconda dei contesti culturali. Attraverso l’esperienza della pratica direttamente nel corpo è possibile incontrare questi mondi, per me questa è la cosa più importante.”

C’è quindi una terra di mezzo, tra gli estremi del vestirsi di abiti esotici di culture altre e della trasformazione in culto del benessere. È un luogo di incontro dove le pratiche dello Yoga e della meditazione hanno una vitalità propria nel contesto culturale di appartenenza.

Ascolta l’intervista a Laura Pappacena:

      QDY 8/01/18 - alessandro fattorini

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