“L’aereo che è crollato… ma quando?”

C’è persino chi ha ipotizzato si trattasse di una forma verbale latina. Il fatto che sentir risuonare la parola Ustica crei il vuoto nelle menti dei giovani nati dopo il 1980 è preoccupante. Che questo accada anche tra gli studenti dell’università di Bologna e tra giovani cittadini bolognesi è indice di grandissima difficoltà nel tramandare la memoria, nel parlare di storia recente, nel rinnovare i discorsi sui punti oscuri della democrazia.

Abbiamo raccolto solo alcune voci, che speriamo non siano rappresentative di tutti i giovani che vivono nella nostra città. L’idea che lo siano può essere scoraggiante, imbarazzante, avvilente.

Può darsi.

Oppure sapere che non si sa può diventare il punto di partenza per tutti per rompere il silenzio e per ricominciare a prendere parola e proseguire un lavoro civile che eviti che ci sia qualcuno che ammette candidamente di non sapere.

Ascolta le interviste raccolte in zona universitaria da Camilla Endrici tutte-le-voci1


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