La voce e l’insolenza del Festival Periferico, a Modena dal 25 al 27 maggio

Bologna, 24 mag. – Al Villaggio Artigiano di Modena Ovest dal 25 al 27 maggio arriva per l’edizione numero 10 il Festival Periferico, progetto a cura del Collettivo Amigdala, che quest’anno ha come titolo la parola Insolente.

“Una parola che vuole comunicare che le azioni sulle periferie non sono sempre consensuali – ha raccontato Federica Rocchi di Amigdala ai microfoni di Piperai nostri tempi c’è una certa retorica sulle periferie, usate spesso per portare intrattenimento più che vere azioni culturali, noi crediamo invece che l’arte abbia anche un ruolo nel sollevare dei conflitti nell’entrare nelle problematiche, se si crede che l’arte possa ancora avere un ruolo nella costruzione di nuovi immaginari.”

Periferie come luoghi dunque, abitati e abitabili  anche attraverso l’azione artistica comunitaria, come quella che si terrà sabato 26 maggio, dove sei voci si uniranno in un canto che si consumerà lentamente, cercando un alleanza tra pubblico e performer, impegnati in una lunga notte che inizierà alle 23 e finirà alle 6 del mattino, ispirati da Emily Dickinson che diceva “Canto per tenere lontana la notte”.

“Quella rispetto ai formati, è l’altra insolenza che cerchiamo con Periferico, continua Federica Rocci, formati fuori standard che difficilmente metterà lo spettatore seduto su una sedia a guardare lo spttacolo, il più delle volte ci saranno attività che richiederà una certa partecipazione del pubblico”.

L’intervista completa a Federica Rocchi, direttrice artistica del Festival Periferico, è riascoltabile qui sotto, il programma QUI.

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