La vendetta di Hobo sgomberato finisce sui muri. E annuncia un campeggio

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Bologna, 29 ago. – L’università di Bologna lo ha nuovamente sgomberato, radendo al suolo l’ultimo spazio che aveva occupato, e la vendetta di Hobo finisce sui muri. “Dionigi Re-ttore Unimafia” hanno scritto nottetempo sui muri dell’Ateneo i militanti del collettivo, con sotto, in rosso, la promessa “Ci vediamo presto”, corredata dall’immancabile cancelletto (#) tipico di Twitter. In una nota, i militanti accusano il Rettore Ivano Dionigi di gestire da sovrano un sistema para mafioso e mettono nello stesso comunicato il bombardamento di Gaza e quello, simbolico, dell’Università. “Lo sgombero dello spazio occupato di Hobo nei giardini di via Filippo Re è una metafora concreta di questo stato di guerra a bassa intensità contro il sapere vivo” scrivono gli attivisti nella nota che accompagna la pubblicazione delle immagini con le scritte sui muri.

Pur di tentare di chiudere gli spazi di autorganizzazione, il Re-ttore Dionigi e la sua corte dei miracoli sono pronti a distruggere edifici e dipartimenti” accusa Hobo. Nei giorni scorsi, il prorettore agli studenti Roberto Nicoletti ha spiegato che sulla palazzina occupata da Hobo era da tempo in corso un progetto di demolizione e bonifica. “Quella palazzina non era più usata dall’università da tempo, per questo era diventata un deposito. E’ stata eliminata alcuni giorni fa, durante il blocco della didattica. Nel campus di Filippo Re dovranno essere realizzati un asilo aziendale e altre aule. Il fatto che fosse in corso un’occupazione non ha inciso sulla nostra decisione” ha spiegato Nicoletti.

Ma la risposta del collettivo non si limita alle scritte: per la metà di settembre (14-15-16 settembre) annuncia un “campeggio di lotta” proprio all’interno del campus di via Filippo Re. “Assemblee, dibattiti, iniziative artistiche e musicali, socialità, tornei di calcetto, e iniziative di lotta” promettono gli attivisti che invitano tutte le realtà che negli scorsi giorni hanno espresso loro solidarietà a partecipare. “Per cominciare a riscaldare l’autunno”.

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Le reazioni politiche. Le scritte sui muri della zona universitaria contro il rettore dell’Alma Mater di Bologna, Ivano Dionigi, sono “frasi e atti offensivi per l’intera nostra comunità e che preoccupano”. A dirlo è la vicepresidente della Regione, Simonetta Saliera, che ha inviato un messaggio di solidarietà a Dionigi per il gesto compiuto oggi da Hobo. “Non dobbiamo mai dimenticare- afferma Saliera- nonostante tutti i gravi problemi della nostra società lacerata da una crisi economica senza precedenti, le ottime performance dell’Alma Mater, recentemente certificate anche da statistiche internazionali. Risultati frutto del lavoro dei magnifici rettori che in questi anni hanno guidato l’Ateneo e del lavoro dei docenti, del personale amministrativo e degli studenti. Un quadro che non può essere calpestato in modo offensivo e minaccioso come è avvenuto oggi”, afferma la vicepresidente della Regione.

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