La ricetta di Fico

Ingresso FICO

Ingresso FICO

15 nov. – Alla presenza del Presidente del Consiglio Paolo Gentiloni, e di mezzo Governo, inaugura oggi a Bologna FICO Eataly World. A fare gli onori di casa, oltre al sindaco Virginio Merola, ci saranno Tiziana Primori, Amministratore delegata di Fico, Andrea Segrè, presidente del CAAB (sui cui terreni sorge il parco), e Oscar Farinetti, patron di Eataly e storyteller globale.

L'ingresso di FICO con le mele

L’ingresso di FICO con le mele

Ma quale è la ricetta di FICO?

Ingredienti

  • 80 mila metri quadri di spazio pubblico vuoto e da riutilizzare
  • 100 milioni e rotti di euro di investitori privati
  • 150 aziende artigiane e non dell’industria italiana del cibo
  • una spolverata di fattoria didattica
  • marketing e storytelling sull’appeal dell’Italian sound nel food, a volontà

 

Procedimento

  1. Prendete uno spazio pubblico sovradimensionato e di cui il proprietario (il Comune) non sa che farsene. Prima provate a trasformarlo in una sorta di Interporto green per le merci che devono entrare in città solo su mezzi elettrici. Ma non se ne fa nulla. Quindi pensate di fare un parco agroalimentare.
  2.  Vi rivolgete ad un colosso dell'”Italian food” nel mondo, Eataly, che si incarica dello storytelling. Abbondate pure.
  3. Rastrellate capitali privati mobilitando fondi di investimento, fondi pensione e imprese cooperative del territorio.
  4. Contattate 300 imprese, industriali e artigiane, attive nel settore della trasformazione agro alimentare e ne scegliete (o scelgono loro) 150.
  5. Impastate il tutto con l’impastatrice più performante, in questo territorio, in fatto di grande distribuzione organizzata: Coop.
  6. Una spolverata di mucche, galline, maiali e piante da frutto. 
  7. Mentre impastate, ricordatevi di presentare a più riprese, a più livelli, e in modi diversi il prodotto e fissate sempre nuovi appuntamenti per quando sarà possibile assaggiarlo.
  8. Poco prima di impiattare, invitate ad assaggiare 800 giornalisti locali, nazionali e stranieri, di settore e non.
  9. Servite alla presenza del presidente del Consiglio e di tutti i ministri che, in un qualche modo, hanno contribuito, anche solo con una pacca sulla spalla, alla cottura del Fico.

Suggerimenti per la degustazione

Fico Eataly World è una Disneyland del cibo, è un grande centro commerciale in cui si parla, si mostra, si vende cibo. Non è una fattoria didattica né un museo né una facoltà universitaria. Ci sono sì spazi educativi, molto evocativi e ben curati, e la Fondazione FICO lavorerà per educare giovani e meno, ma con la consapevolezza che una stalla e una fattoria, anche di scala industriale, sono altra cosa. FICO è una grande vetrina, esperienziale per quanto può, smart come richiedono i tempi, commerciale per sua natura.

Sarà un successo? Un buco nell’acqua? L’apoteosi dei non-luoghi? Lo vedremo. Di sicuro, la sua sostenibilità non dipende interamente dai cittadini bolognesi. Molto importanti, forse essenziali, saranno i turisti stranieri.

 

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