Roversi Monaco contro Ronchi: “Vermeer lascerà più del Capodanno”

Bologna, 30 gen. – “La ragazza con l’orecchino di perla” lascerà alla città “più del Capodanno“. E’ la risposta diretta dell’ex presidente della fondazione Carisbo Fabio Roversi Monaco all’assessore alla cultura Alberto Ronchi. Roversi Monaco non fa nomi, ma usa le stesse parole (“Cosa resterà a Bologna dopo questa mostra?”) usate dall’assessore per sollevare critiche all’evento organizzato da Genius  Bononiae a Palazzo Fava.

E la critica pare essere contro tutta l’amministrazione comunale: “Io vedo il fluire di tante persone nel fine settimana in via Indipendenza. E questo, mi chiedo, è un successo?”. Roversi Monaco arriva a parlare Teatro comunale, che da tempo lamenta un calo di contributo da parte della Fondazione Carisbo e dell’Orchestra Mozart di Abbado. La frase “cosa restera’ a Bologna andrebbe usata con molta cautela”, dice Roversi, perché uno poi potrebbe chiedersi “cosa resta di una orchestra come la Mozart, partita da zero e portata avanti in modo impareggiabile” da Claudio Abbado.

Insomma, Roversi Monaco mostra la convinzione che la Fondazione e Genus Bononiae facciamo molto per la cultura cittadina, e non solo.

A Sgarbi, infine, che ha messo in evidenza che Bologna ha già dei grandi capolavori, Roversi Monaco dice: “E’ vero, in Pinacoteca c’è la Santa Cecilia, ma per visitarla bisogna superare degli elementi ostativi, che non portano in quel museo i giovani, o non ce li fanno tornare. E quei luoghi sono spesso deserti”. E allora, portare fuori tele come quelle dai musei “si può anche fare, ma ci vogliono le strutture”, conclude Roversi, con una frase che suona quasi una sfida alle istituzioni.

Per l’assessore Ronchi il paragone è eccessivo, ma raggiunto al telefono commenta: “E’ un dibattito, quello che mi meraviglia che chi esprime un opinione diversa sembra che faccia un attentato a non so chi”. D’altra parte la sua posizione non cambia: l’amministrazione investe e fa politiche culturali, quella invece è “cultura spettacolo”.

Intanto sono già 100mila le persone che hanno prenotato per vedere La ragazza con l’orecchino di perla. Palazzo Fava aprirà la mostra dedicata all’olandese Vermeer sabato 8 febbraio con un’apertura speciale fino alle due di notte. Ma potrebbe non essere l’unica notturna, l’organizzazione sta pensando ad un ampliamento degli orari, per superare la capienza massima calcolata 230 mila persone in poco più di tre mesi. La mostra si concluderà il 25 maggio.

“La ragazza con l’orecchino di perla” arriva in città a causa e grazie alla temporanea chiusura per ristrutturazione del museo che solitamente la ospita, il museo Mauritshuis dell’Aia. Prima di approdare a Bologna è stata a in Giappone (Tokio e Kobe) e negli Stati Uniti: San Francisco, Atlanta, New York. Ma il curatore dell’edizione italiana, Marco Goldin, non vuole chiamarla mostra itinerante. La mostra bolognese, unica in Europa, si differenzierà dalle edizioni asiatiche e statunitensi.

La presentazione di Marco Goldin durante l’anteprima alla stampa.

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