Regione. La preoccupazione di Ignazi: “Come lavorano i magistrati?”

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La foto in home del prof. Ignazi è stata gentilmente concessa da Davide Nuvoli

Bologna 11 nov.- “Come lavorano i magistrati, è questa la domanda che mi faccio e che mi preoccupa”. Piero Ignazi, professore di scienza della politica si fa questa domanda il giorno dopo la notizia degli avvisi di fine indagine nell’ambito dell’inchiesta sulle cosiddette “spese pazze” alla grande maggioranza dei consiglieri regionali dell’Emilia Romagna. Ignazi riflette alla luce di quello che è accaduto a Stefano Bonaccini che è riuscito a convincere i pm a chiedere l’archiviazione per l’accusa di peculato a suo carico nella stessa inchiesta. Secondo il politologo, nostro ospite ad AngoloB, “è facile che la magistratura abbia fatto degli errori”. E, in particolare, Ignazi sottolinea che “Abbiamo bisogno di una magistratura che sia capace, abile, che non si faccia influenzare dal clima di opinione, da un vento che oggi è tanto favorevole all’antipolitica sparando cose che non stanno nè in cielo nè in terra mettendo insieme capra e cavoli”.

“Sono pronto a scommettere che alcuni di questi verranno assolti e altri saranno condannati – ha proseguito Ignazi commentando alcuni SMS dei nostri ascoltatori – però in questo momento vengono messi tutti sullo stesso piano”. Per il politologo l’astensione alle prossime elezioni regionali del 23 novembre sarà altissima e il Pd sta facendo una campagna elettorale inesistente in una regione non contendibile. “Speriamo che Salvini torni qualche altra volta ai campi nomadi per portare un po’ di vivacità…”  ironizza Ignazi.

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