La povertà è illegale: dichiariamolo

4 dic – La povertà esiste perché esiste la ricchezza, sempre più sfrenata, “inuguale, ingiusta e predatrice”. Questo si legge in uno dei 12 Principi dell’illegalità della povertà, redatti e sottoscritti dai promotori della campagna “Dichiariamo Illegale la Povertà”, che insieme alla Fiom, alla rivista “Inchiesta” e al “Il Manifesto” di Bologna, hanno presentato la Campagna a Bologna, ad un pubblico di oltre 100 persone.

La Campagna è promossa e sostenuta da 36 rappresentanti di diverse realtà culturali, sociali e politiche, con l’obbiettivo comune che nel 2018 (anno del 70° anniversario della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani) l‘Onu approvi una risoluzione in cui si proclami l’illegalità di tutte quelle leggi, istituzioni e pratiche sociali collettive che originano e alimentano la povertà nel mondo.

Non si nasce mai poveri, si diventa poveri. La povertà è piuttosto impoverimento; non ci sono i poveri, ci sono gli impoveriti e questo impoverimento è legato a scelte politiche, economiche, tecnologiche. Quando la stessa società dice che bisogna avere un reddito e quindi potere d’acquisto per potere essere degni come esseri umani”, come ha detto uno dei promotori della campagna, Riccardo Petrella, ci si muove in direzione di un progressivo impoverimento, che mina la democrazia e genera schiavitù. 

Tra le proposte del gruppo ci sarà anche l‘eliminazione della ratificazione del trattato di Maastricht che dà potere assoluto alla Banca Centrale Europea, in quanto istituzione politicamente indipendente (caso unico al mondo di banca che non rende conto né ai governi né al Parlamento Europeo).

La povertà viene sempre più vissuta come una colpa e per contrasto la ricchezza si configura come un merito che dà valore all’individuo; questa visione porta alla convinzione che sia impossibile sradicare la povertà.

Un gioco sottile, studiato a regola d’arte e messo in atto dai gruppi dominanti negli ultimi 30 anni, ha intrappolato le parole svuotandole di senso; così “democrazia”, “libertà”, “gratuità”, sono solo parole, ripetute e morte, sono come scatole vuote e la vera battaglia per la “Dichiarazione dell’illegalità della povertà” è contro i meccanismi che hanno svuotato le parole del loro senso, impedendo alla gente di essere proprietaria del senso condiviso delle parole. Dare di nuovo un senso alle parole significa vedere e vedere significa agire. Con queste parole Riccardo Petrella ha chiuso la conferenza e l’intervista.

Chi l’ha detto che l’economia non può avere a che fare con la poesia? Di poesia se n’è respirata tanta al convegno in cui Petrella ha fatto da perno e attorno a cui hanno gravitato le riflessioni del segretario nazionale della Fiom, Maurizio Landini, Achille Rossi (L’altrapagina), Vincenzo Comito (Sbilanciamoci), Mario Ruzzenenti (Missione Oggi), Mariateresa Ruggiero (Valori), Pietro Reitano (Altraeconomia), Efrem Tresoldi (Nigrizia).

Ascolta Riccardo Petrella Petrella Integrale

Informazioni più dettagliate sulla Campagna si trovano sul sito www.banningpoverty.org

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