La Palestina come il Sud Africa: “L’apartheid di Israele è un crimine umanitario”

Bologna, 14 mar. – È apartheid, non solo occupazione. Questa è la conclusione alla quale giunse Virginia Tilley, docente di Scienze Politiche presso la Southern Illinois University, quando l’Onu le commissionò uno studio sulle politiche di Israele verso i territori palestinesi. Titolava ‘Pratiche israeliane nei confronti del Popolo Palestinese e questione dell’Apartheid’ e fu pubblicato proprio sul sito web delle Nazioni Unite. Per poco, perché in meno di 48 ore il Rapporto fu cancellato su pressioni di Israele e Usa. Oggi è consultabile online grazie al lavoro degli studenti di Torino del Progetto Palestina e dei Traduttori per la Pace, che hanno curato traduzione e pubblicazione sui loro portali.

Per farlo conoscere e diffonderlo, Tilley è stata invitata in Italia in occasione dell’Israeli Apartheid Week, in corso da oggi fino al 21 marzo in oltre 200 città in tutto il mondo. Il suo passaggio a Bologna è previsto per oggi alle ore 17.00 alla Facoltà di Lettere su invito del Coordinamento bolognese Campagna BDS e degli Universitari contro l’Apartheid Israeliana. “Con il paradigma dell’apartheid – ha spiegato Tilley ai nostri microfoni – si supera il paradigma dei due Stati, con uno palestinese che in futuro nascerà. C’è invece un unico stato, quello di Palestina, creato come una nazione legalmente riconosciuta nel 1922. Israele diventa così un progetto etno-nazionale interno allo stato di Palestina, una segregazione razziale proprio come quella del Sudafrica: un crimine contro l’umanità”.

      intervista Virginia Tilley

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