La Fiom a prefetto e sindaco: “Vietare le manifestazioni fasciste in città”

Bologna, 20 gen. – Vietare ogni manifestazione neofrascista e neonazista a Bologna e provincia. A chiederlo è la Fiom, che in un comunicato “manifesta lo sdegno di tutti i metalmeccanici di fronte alla vergogna di questa mattina”. Il riferimento è al presidio di Casa Pound in Piazza dei Martiri a pochi passi dalla Camera del Lavoro della Cgil in via Marconi. I “fascisti del terzo millennio”, come si autodefiniscono gli estremisti neofascisti, hanno raccolto firme e presentato il loro capolista per Bologna alle prossime politiche. Si tratta di Filippo Berselli, più di 20 anni in Parlamento tra i banchi della destra, dall’Msi a Berlusconi. Sempre in centro città si è fatta vedere anche Forza Nuova, anche lei impegnata nella raccolta delle firme per presentarsi alle elezioni di marzo.

Sia Casa Pound che Forza Nuova sono state contestate da attivisti dei centri sociali cittadini. I militanti antifascisti sono stati tenuti a distanza da un ingente dispiegamento di forze dell’ordine.

Per evitare che Casa Pound e Forza Nuova moltiplichino le iniziative la Fiom annuncia di voler chiedere “un incontro urgente a Prefetto e Sindaco affinché siano vietate le manifestazioni e le iniziative neofasciste e neonaziste in tutto il territorio metropolitano”. Poi l’appello a tutti i sindacati “per mettere in campo una adeguata mobilitazione che può arrivare anche allo sciopero. Nessuno può restare indifferente”.

La reazione del quartiere Porto-Saragozza. “Sono venuto a vedere questo schifo”. Al banchetto per la raccolta delle firme di Casapound in piazza dei Martiri, nel centro di Bologna, si è presentatostamane anche il presidente del quartiere Porto-Saragozza Lorenzo Cipriani, esponente dell’amministrazione comunale di centrosinistra. Cipriani ha voluto verificare “che dal punto di vista dell’ordine pubblico non ci fossero problemi, la presenza della polizia è tranquillizzante da questo punto di vista”. Ma al di là di questo, “c’è un tema che è tutto politico- precisa il presidente- questa è una chiara provocazione, credo che associazioni che fanno chiaramente riferimento alla ideologia fascista non dovrebbero essere all’interno del campo democratico”. Oggi, sottolinea, “ho avuto modo di incontrare molti anziani che si sono lamentati in maniera forte di vedere Casapound qui. La legge non ci permette di impedirlo, personalmente però da cittadino prima che da presidente sono convinto che ci sia qualcosa che non va in questa legge”.

Le dichiarazioni del sindaco.  “Secondo me il modo migliore è ignorarli”, è la proposta del sindaco Virginio Merola, dopo l’intervento duro (“uno schifo”) del presidente del quartiere Porto-Saragozza Lorenzo Cipriani.
“Non possiamo impedire queste manifestazioni- concorda Merola- ma possiamo ricordare che secondo le idee di questi personaggi tutti gli altri non parlerebbero. La forza della democrazia sta in questo. Le forze dell’ordine fanno il loro mestiere, le dobbiamo solo ringraziare”. Merola conferma del resto che per quanto di sua competenza il Comune di Bologna non farà concessioni di suolo pubblico alle formazioni neofasciste. “Chi fa il saluto romano o si richiama direttamente all’ideologia fascista- ribadisce il primo cittadino- non può avere permessi dal Comune di Bologna”.

La posizione di Liberi e Uguali. “Nella sola giornata di oggi – ha dichiarato il deputato Giovanni Paglia di Liberi e Uguali – apprendiamo tre brutte notizie per la politica: l’apertura di una sede di CasaPound a Cesena, adeguatamente contrastata dagli antifascisti e da Liberi e Uguali; banchetti di Casapound e Forza Nuova in centro a Bologna accompagnati dalla candidatura in Parlamento (per CasaPound) dell’ex An e Pdl Filippo Berselli che si dichiara apertamente e francamente fascista, con anche qui sacrosanta contestazione di antifascisti, centri sociali e del Presidente del Quartiere Porto-Saragozza; infine il primo seggio neofascista nel Consiglio comunale di una città solidamente progressista come Mantova, con l’ex transfuga leghista De Marchi accolto da CasaPound. Pensiamo occorra una ferma reazione istituzionale a tutti i livelli – come ad esempio sempre oggi si sta facendo a Rimini con la manifestazione convocata dall’ANPI e da un largo cartello di forze, “Mai più fascismi” – che accompagni il dissenso che si sta esprimendo dal basso. Pensiamo anche che certa sinistra debba fare autocritica, perché l’avere abbandonato le periferie e le lotte ha lasciato spazio a forze dal sapore reazionario la cui crescita ben testimonia il vento di destra che spira nel Paese”.

      Michele Bulgarelli, Fiom Cgil

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