Genitorialià, la depressione post partum

29 apr. – Disturbo sottostimato e spesso sottovalutato, secondo i dati del Ministero della Salute la depressione post partum colpisce con diversi livelli di gravità, dal 7 al 12% delle neomamme ed esordisce generalmente tra la 6ª e la 12ª settimana dopo la nascita del figlio. A Linfe ne abbiamo parlato con Camilla Hennig, psicologa e psicoterapeuta in formazione cognitivo comportamentale. “I dati sono vari: pare che la dpp colpisca tra il 10 e il 20% delle donne e circa il 10% degli uomini. Già, perché anche gli uomini possono soffrirne, ma se ne parla molto poco: ecco perché la percentuale maschile è inevitabilmente sottostimata. Ma anche per le donne non sono dati puliti: sul tema c’è un grande isolamento, molte persone non giungono ai servizi e non chiedono aiuto”, specifica Hennig che, proprio per affrontare il tema delle genitorialità e delle difficoltà a essa connesse, ha aperto un sito, The Hard Job, oltre a proporre contenuti multimediali sui disturbi mentali dalla propria pagina Facebook Camilla Hennig – psicologa.

La depressione post partum è un disturbo mentale legato alle complicanze emotive e fisiologiche derivanti dall’avere un figlio. Si palesa con un insieme di sintomi: umore depresso, irritabilità, costante preoccupazione, senso di colpa, inadeguatezza al nuovo ruolo, sensazione di impotenza, fino ad arrivare a pensieri suicidari o di fare male e al bambino. “Ritengo che le aspettative della società ricoprano un ruolo fondamentale – continua Hennig –. La società – e noi con essa – si aspetta che la nascita sia sempre un momento lieto, di gioia. Così, i genitori che sperimentano emozioni negative, si sentono in errore e cadono nella trappola del ‘io non sono adatto a questo ruolo, non vado bene perché provo anche emozioni diverse che, invece, non dovrei provare’”.

Come sempre, la prevenzione è fondamentale: “Innanzitutto è importante permettersi di sperimentare queste emozioni, non vanno biasimate ma accettate. Poi, è fondamentale informarsi sul tema. Ancora, l’invito è a non isolarsi – a partire dai gruppi pre parto –, a fare gruppo, a confrontarsi anche solo con un genitore o con una coppia con cui vedersi e scambiarsi informazioni. La cosa da evitare è isolarsi in casa con il bambino: serve una rete, qualcuno con cui parlare, e subito ci si sente più protetti”.

Per quello che riguarda il trattamento, la cosa migliore è condividere il prima possibile i segnali d’allarme con il pediatra o il medico di base, che potranno indirizzare il genitore verso uno psicologo: “In questi casi, la terapia più indicata è quella cognitivo comportamentale, grazie alla quale si ottengono ottimi risultati”.

      Linfe - La depressione post partum

 

“Linfe. Salute, sanità, sociale” è una trasmissione di Ambra Notari e Giovanni Stinco, in onda il lunedì e il mercoledì alle 10.45 su Radio Città del Capo. Qui tutte le puntate di Linfe.

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