La boxe secondo Piero Pompili

Non solo una metafora dell’esistenza umana. Il pugilato che Piero Pompili ha ritratto con migliaia di immagini in equilibrio tra arte e cronaca, epica e introspezione intimista, nelle palestre di Marcianise diviene lotta e resistenza contro la camorra.

Un grande quadro fotografico dove un giovane uomo disteso su un lettino da boxer attende il momento del combattimento. Parte da qui l’ultimo lavoro di Piero Pompili e la sua ultima mostra personale, Storia della croce vera, in corso a Roma negli spazi della galleria La nuova pesa, centro per l’arte contemporanea, fino al 17 aprile. Di lui, Roberto Saviano – uno dei curatori dei testi del catalogo dell’esposizione – ha scritto: “Piero Pompili è un fotografo le cui opere sembrano uscite dalle botteghe di Guido Reni o Caravaggio. I suoi volti sono l’equilibrio tra ferocia e felicità. Sembrano facce eterne, archetipi dell’umano. Essere stato ritratto da Pompili mi ha sempre dato l’impressione di essere stato salvato dall’oblio”. La stessa impressione, probabilmente, vissuta dai giovani pugili di Marcianise, nel casertano, che Pompili ha scoperto fieri combattenti che il ring ha strappato alla camorra.
Ascolta l’intervista a Piero Pompili su Libera Radio – Voci contro le mafie

Picture by Piero Pompili, tratte dalla mostra Storia della Croce Vera e da Gladiatori, di Antonio Franchini (Mondadori, 2005)

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