Jobs act. Scioperi, cortei e presidi in tutta l’Emilia Romagna

reggio jobs act26 nov. – “Che clima c’è? Siamo in presidio sotto la pioggia… ma c’è soprattutto tanta rabbia; anche determinazione, però”. Insomma, “non finisce qui”. Giacomo Stagni, componente della segreteria della Camera del lavoro di Bologna, riassume così lo stato d’animo dei lavoratori dopo l’ok alla Camera al Jobs act. In tutta la regione stanno scattando scioperi e presidi e a Bologna dalle 11 alle 12 si sono fermati oggi i dipendenti della Ravaioli a Pontecchio Marconi. Lì lavorano 240 persone e “200 erano sotto la pioggia” davanti ai cancelli della fabbrica. E questa “è solo la prima risposta” a cui si sono aggiunti i delegati della vicina Kemet: nel pomeriggio in altre aziende ci saranno brevi fermate e ordini del giorno di protesta. E domani si continua. Intanto, lo sciopero alla Ravaioli “è riuscito quasi totalmente al 90%, secondo i delegati”, riferisce Stagni. Qui la lista di alcune iniziative sindacali nel bolognese.

Jobs act. Merola: “L’articolo 18 è un ostacolo per i precari”

Forlì.  Oggi alcune Rsu della Fiom-Cgil delle principali aziende metalmeccaniche su via Emilia Ovest, proclamano alcune ore di sciopero nella mattinata con presidio dalle 11 alle 12.30 lunga via Emilia Ovest. Molte, riferisce una nota del sindacato, le aziende coinvolte dalla protesta odierna tra cui, Rossi Motoriduttori, Caprari, Salami, Stilma, Safim ed altre. I delegati della Fiom “condividono le ragioni dell’opposizione al Jobs act di Cgil e Uil che il 12 dicembre hanno proclamato lo sciopero generale dei settori pubblici e privati” e dicono “no alla riforma del mercato del lavoro del Governo Renzi che non allarga in modo universale gli ammortizzatori, non riduce la precarieta”, e toglie tutele contro i licenziamenti illegittimi smantellando alcuni principi dello Statuto dei lavoratori. Soprattutto- concludono i metalmeccanici della Cgil- è una riforma che non serve al Paese poiché non crea nuovi posti di lavoro”.

lavoratore modena

Modena. Continuano e si susseguono oggi presidi, fermate e scioperi spontanei iniziati ieri nel modenese dopo l’approvazione del Jobs act. Oggi alcune Rsu della Fiom-Cgil delle principali aziende metalmeccaniche su via Emilia Ovest, proclamano alcune ore di sciopero nella mattinata con presidio dalle 11 alle 12.30 lunga via Emilia Ovest. Molte, riferisce una nota del sindacato, le aziende coinvolte dalla protesta odierna tra cui, Rossi Motoriduttori, Caprari, Salami, Stilma, Safim ed altre. I delegati della Fiom “condividono le ragioni dell’opposizione al Jobs act di Cgil e Uil che il 12 dicembre hanno proclamato lo sciopero generale dei settori pubblici e privati” e dicono “no alla riforma del mercato del lavoro del Governo Renzi che non allarga in modo universale gli ammortizzatori, non riduce la precarieta”, e toglie tutele contro i licenziamenti illegittimi smantellando alcuni principi dello Statuto dei lavoratori. Soprattutto- concludono i metalmeccanici della Cgil- è una riforma che non serve al Paese poiche” non crea nuovi posti di lavoro”.

Parma. Cgil Cisl e Uil di Parma uniscono le forze contro il Jobs act. Tra i primi a livello nazionale, le tre sigle hanno infatti messo a punto un protocollo per una piattaforma per la contrattazione di secondo livello, con al centro l’inclusione di tutte le tipologie lavorative e professionali. L’intesa, che verrà presentata il prossimo venerdì 28 novembre, si rivolgerà quindi ai lavoratori titolari di collaborazione a progetto, di prestazione con partita Iva, associazione in partecipazione, regime di appalto e tutte le altre forme cosiddette “atipiche”. “In un momento di grande difficoltà e incertezza per la qualità dell’occupazione è compito anche del sindacato confederale proporre soluzioni e percorsi volti ad arginare le conseguenze più deteriori di un processo di profonda trasformazione e destrutturazione dei rapporti di lavoro, di cui il Jobs act non è che l’ultimo e più preoccupante esito”, spiegano i tre sindacati parmensi. “Per l’azione sindacale- concludono Cgil, Cisl e Uil- risulta dunque imprescindibile, per gli anni a venire, lanciare una vasta campagna di recupero di autorità contrattuale, per contrastare il flagello della precarietà e dell’incertezza, puntando ad includere anche i lavoratori non rappresentati e non organizzati”.
modena

Reggio Emilia. Protesta spontanea dei lavoratori di decine di aziende di Reggio Emilia contro il Jobs act. Questa mattina nel villaggio Crostolo a Reggio si sono fermati i lavoratori della Brevini power transmission e Bucher Hydraulics, Brevini fluid power e delle altre aziende della zona, che sono usciti alle 9.45 formando un corteo che si è riversato su viale dei Gonzaga e ha proseguito fino alla tangenziale, bloccando il traffico per circa un due ore. A Correggio sono scesi in strada i lavoratori delle aziende Veroni, Veroni Cotti, Grandi Pastai Italiani, Agricola Tre Valli(ex Montorsi), Rexnord Flattop Europe, Pibiplast, Isiplast, Manifattura Riese, Cattini, Marplast, Dow Chemical, Spal Automotive, Corghi, Argo San Martino, Sicam-Bosh, Ama, Manzini Flli, Isal, Giuliano Group, Stampotecnica, Snap-on, Paterlini, Open Co (ex Cormo) e tante altre aziende medio piccole di tutti i settori sfilando fino alla rotonda della tangenziale per Carpi. A Fabbrico infine si sono fermati i lavoratori delle aziende Argo tractors, Landini, Butler, Revifa, Fabbricese, Seat, Lodi, La tecnica e di altre aziende della zona formando un altro corteo cittadino per le strade della città. “I lavoratori dimostrano di opporsi a questo scempio operato a nome della modernità e completamente adattato ai desiderata delle imprese”, commentano dalla Cgil reggiana. E intanto domani a Castellarano è prevista un’altra iniziativa di protesta nell’ambito della mobilitazione indetta dalla Cgil, che proseguirà anche nei prossimi giorni fino a culminare nello sciopero generale del 12 dicembre.

La Fiom: “Legge contro i lavoratori. Subito una risposta”. Il Jobs act passa alla Camera e ora serve che “le fabbriche diano una immediata risposta”. La sollecita dal Brasile, dove forse oggi avrà un incontro con l’ex presidente Lula, il segretario regionale della Fiom-Cgil, Bruno Papignani che, a distanza, segue la situazione italiana sul jobs act. Ovvero, quella che per lui è “una legge contro i lavoratori e totalmente a favore della libertà dell’impresa di disporre delle persone senza limiti e con ricatto” fatta da “un Governo neoliberista e senza maschera. Un Governo di destra, un Governo per i forti e ricchi”, scrive il numero uno delle tute blu della Cgil su Facebook. Ma ora “non dobbiamo arretrare, non dobbiamo gettare la spugna, dobbiamo continuare nella nostra iniziativa e nella mobilitazione. Alla fine la forza della ragione e della lotta vincerà”, è convinto Papignani. Qualcuno dall”Italia gli fa notare che perfino Andrea De Maria, parlamentare cuperliano del Pd, ha detto ”sì” al Jobs act di Renzi. “Andrea è una brava persona priva di autonomia. Poi non mi aspettavo che votasse diversamente. Se la pensa così è giusto che abbia votato così. Ripeto rispetto personale, ma non me ne frega, non è con loro che si cambia l’Italia ma senza di loro”, è il commento di Papignani. Su Facebook protesta anche la Fiom di Bologna dicendo che “licenziare, demansionare, videosorvegliare” sono “le tre regole d’oro per perdere consenso”; e aggiungendo: “La Cina e vicina. Che l’abbiano chiamato Jobs act per come Steve Jobs trattava i lavoratori Apple nelle fabbriche cinesi?”.

“Non ci fermeremo”. È la promessa del segretario della Cgil dell’Emilia-Romagna, Vincenzo Colla, che si prepara per lo sciopero generale del 12 dicembre contro la riforma del lavoro. Dopo il voto di ieri alla Camera “c”è già stata la reazione di diverse organizzazioni sindacali con presidi e scioperi nei luoghi di lavoro- fa saper Colla a margine dell’assemblea regionale di Legacoop- questo ci fa presagire che ci sarà uno sciopero molto importante il 12 dicembre” (Dire).

 

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