Jobs act. Merola: “L’articolo 18 è un ostacolo per i precari”

merola 3Bologna, 26 nov. – Duro affondo del sindaco di Bologna, Virginio Merola, contro i 29 parlamentari del Pd che ieri alla Camera non hanno votato il Jobs act (tra loro anche il politologo bolognese Carlo Galli). “Chi nel Pd non lo vota faccia come gli pare. Ricordo solo- manda a dire Merola, oggi a margine di una commissione- che non siamo un’armata Brancaleone. Se si decidono le cose a maggioranza bisogna rispettare, in qualsiasi comunità che si chiami partito, i deliberati della maggioranza”.

Aggiunge il primo cittadino: “Non ci si può appellare continuamente ai casi di coscienza, perché francamente questo non mi pare un caso di coscienza o di disciplina”. E’ una “responsabilità comune che il Pd come partito di maggioranza relativa, oltretutto, ha davanti al Paese: quella di non presentarsi come un’armata Brancaleone”, sottolinea il sindaco.

Contro il Jobs act scioperi, cortei e presidi in tutta l’Emilia Romagna

Nessun margine, dunque, per i dissidenti: “Mi sembra una minoranza molto circoscritta– punge Merola- e penso sia arrivato il momento di andare avanti con decisione sui cambiamenti annunciati dal nostro segretario nonché premier Matteo Renzi. Questo è l’essenziale, il resto credo sia un dettaglio”. Per il sindaco di Bologna, in altre parole, non c’è da preoccuparsi per la spaccatura nel Pd. “Sarei stato preoccupato se non fosse stato approvato il provvedimento. E’ una riforma necessaria- dichiara Merola- per estendere finalmente la possibilità di trovare lavoro e occupazione a quelli che non sono tutelati oggi dai sindacati. Sto parlando di milioni di giovani condannati ad una situazione precaria”.

Il Jobs act, quindi, risponde alla necessità di “passare, con la necessaria gradualità, dalla logica di pochi garantiti con posto sicuro- continua Merola- ad una logica in cui, quando un’azienda è in crisi, il lavoratore non viene lasciato solo ma può usufruire di indennità e piani di formazione per essere ricollocato al lavoro. Questo è lo spirito della riforma”. In questo senso, “l’articolo 18 è diventato un ostacolo al fatto di garantire i precari“, manda a dire Merola. “Quindi andiamo avanti, tenendo il punto fermo che oggi il tema è garantire la mobilità da posto di lavoro a posto di lavoro– chiosa Merola- e non di rinserrare il fortino per quelli che hanno la tutela e non occuparsi degli altri” (Dire).

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