A Bologna centinaia in piazza per lo ius soli

Bologna, 13 ott. – Anche Bologna scende in piazza per chiedere alla politica di agire e approvare la riforma sulla cittadinanza. Un centinaio di persone si sono raccolte in Piazza del Nettuno, davanti al sacrario dei partigiani, per il presidio promosso dai movimenti “Italiani senza cittadinanza” e “L’Italia sono anch’io” in occasione del Cittadinanza Day. Un data simbolica, scelta per ricordare quel 13 ottobre 2015, durante il quale alla Camera si votò il “sì” per la riforma. L’obiettivo delle manifestazioni distribuite in quattro città italiane (oltre a Bologna, Firenze, Milano e Roma) è stato quello di “far pressione sul Senato – si legge sull’evento Facebook – affinché passi la riforma sullo ius soli temperato e lo ius culturae“.

Un’iniziativa alla quale hanno aderito 17 associazioni, presenti senza bandiere o loghi, così come era stato chiesto dagli organizzatori. “È bello vedere che qui oggi non ci sono simboli di partito – ha commentato Insaf Dimassi, organizzatrice del presidio – vuol dire che tutta la cittadinanza è unita per gridare che lo ius soli è una priorità”. In piazza erano comunque presenti numerosi esponenti del mondo della politica, Pd, Mdp, Sinistra italiana e Coalizione civica, alcuni dei quali hanno preso parola al microfono, come la deputata dem Marilena Fabbri. E i sindacati: Maurizio Lunghi, segretario Cgil di Bologna, e il leader Cisl, Danilo Francesconi.

Intervenuto anche il sindaco Virginio Merola: “Queste persone sono italiane, non solo parlano italiano ma condividono la nostra storia e la arricchiscono con provenienze diverse. Che si voglia far passare l’idea che lo ius soli centri con l’accoglienza dei profughi o dei migranti è davvero una cosa miserevole di cui qualcuno si assuma la responsabilità”. E aggiunge: “Se si può mettere la fiducia sulla legge elettorale, si deve mettere anche sullo ius soli“.

      Virginio Merola

“Avere anche il sindaco non è proprio da privato cittadino, anche se era importante che ci fossero le istituzioni”, commenta Daniele Ara, presidente del Quartiere Navile. “Il significato della mia presenza – ha precisato – è il fatto che rappresento un quartiere che ha il 25% di cittadini stranieri. In particolare in Bolognina sono oltre il 40% i ragazzi di origine straniera sotto i 25 anni. L’80% dei quali è nato e cresciuto proprio in Bolognina”.

      Daniele Ara, presidente quartiere Navile

 

Con una semplice frase e un gioco di parole riassume la questione Alessandro Bergonzoni: “Il tema è essere appesi a un figlio”. Infine, il presidio iniziato sulle note di Bella ciao è terminato intorno alle 18.15 con l’Inno di Mameli.

      Alessandro Bergonzoni

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