Italiani veri. Quando a Leningrad si cantava Toto Cutugno

Bologna, 10 giu. – I maggiori fan della musica leggera italiana degli anni 60 non sono in Italia, ma in Unione Sovietica. A raccontarcelo è un documentario “Italiani Veri“, che l’anno scorso ha ricevuto il premio del pubblico al Biografilm 2013 e verrà proiettato quest’anno ad uno degli eventi off del festival, mercoledì 11 giugno alle 21.30, al centro sociale Costa di via Azzo Gardino 44 .

I tre autori, Marco Raffaini, Giuni Ligabue e Marco Mello, sono andati a raccogliere le voci degli amanti della musica italiana in Russia e le hanno incrociate con le interviste ai cantanti. Ci sono Toto Cutugno, Adriano Celentano, Al Bano e Romina Power, Pupo ma soprattutto Robertino Loreti. Qualcuno l’ha chiamato il Sixto Rodriguez italiano, 50 milioni di dischi venduti in Urss.
La sua voce, quella del bambino prodigio di 12 anni, fu quella richiesta a bordo della navicella spaziale da Valentina Tereshkova, la prima donna cosmonauta.

La musica italiana, ci spiega Marco Raffaini, entrava nell’Unione Sovietica quando era vietata la musica rock americana e inglese. Negli anni Ottanta la televisione sovietica inizia a trasmettere ogni anno la serata finale del Festival di Sanremo, vera e propria finestra sul “libero” Occidente, e le canzoni italiane di musica leggera possono essere ascoltate senza censure.

 

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